a cura di Sandro Barbagallo
   
Le ultime scelte in ordine cronologico:

- 10 Dicembre 2002

- 25 Novembre 2002

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- 01 settembre 2002

 
 


Sandro Barbagallo

Nato a Catania nel marzo 1973, si e' laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Universita' di Siena.
E' diplomato alla Scuola Vaticana di Archivistica ed e' esperto di Iconografia ed Iconologia oltre che di Storia del Gusto e dell'Arredamento.
Ha collaborato con il Comune di Roma e di Siena per l'organizzazione di manifestazioni di arte contemporanea e cura l'organizzazione e la realizzazione di mostre e cataloghi per gallerie private su tutto il territorio nazionale.
Attualmente sta scrivendo un libro di interviste agli artisti che ha incontrato, quali ultimi testimoni del Novecento.


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Livorno 1 Settembre 2002

L'ombra del Genio Michelangelo e l'arte a Firenze 1537-1631
 
 

FIRENZE (FI)
L'ombra del Genio Michelangelo e l'arte a Firenze 1537-1631
dal 13-06-2002 al 29-09-2002
La mostra di Palazzo Strozzi a Firenze, dal suggestivo titolo: L'Ombra del Genio. Michelangelo e l'arte a Firenze 1537-1631 approfondisce un periodo dell'arte fiorentina che era stato solo in parte studiato. Il genio e' Michelangelo ed e' vero che la sua ombra troppo grande ha oscurato lo splendore di artisti altrettanto geniali. Iniziando dal 1537, la mostra chiarisce l'apporto fondamentale del grande artista allo sviluppo dell'arte del primo manierismo attraverso artisti della levatura di Pontormo, Rosso Fiorentino, Bronzino. Ne' dobbiamo dimenticare che era al potere Cosimo I de' Medici, personaggio che determino' un cambiamento radicale nellÌassetto di Firenze perche' chiamo' architetti e scultori come Bartolomeo Ammannati, Giorgio Vasari, Benvenuto Cellini, Giambologna e molti altri che trasformarono l'urbanistica di Firenze in quell'assetto monumentale che ancora la caratterizza. Questa mostra si avvale di nove sezioni per meglio far comprendere al visitatore il discorso avviato da Michelangelo nei suoi interventi fondamentali sulla citt·. Dobbiamo alla cura di Cristina Acidini e Marco Chiarini (commissario), Alan P. Darr e Antonio Paolucci l'impeccabile riuscita di questa difficilissima impresa. Agli anni di preparazione, ma anche al supporto degli sponsor (l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la Sovrintendenza Speciale al Polo Museale Fiorentino, la Firenze Mostre e quelle istituzioni che ospiteranno successivamente questa mostra nellÌautunno del 2002 e nella primavera del 2003: l'Institute of Arts di Detroit e l'Art Institute di Chicago) si deve la ricchezza e la complessit· di questa rassegna. Basti pensare che questa mostra offre non solo esemplari di alta qualit· di pittura e scultura, ma evidenzia l'importanza dei disegni e delle arti cosiddette applicate. Si potranno ammirare infatti arazzi, oggetti in pietre dure e semipreziose, bronzetti, porcellane, armi, reliquiari la cui squisita fattura sottolinea l'influenza del 'divino' Michelangelo. La mostra, che come ho gi· detto percorre nove sezioni, si conclude con quella dedicata all'Autunno del Rinascimento in cui si documenta lo splendore dei prodotti di corte nei primi decenni del Seicento. 'LÌombra del Genio', non e' solo una felice intuizione critica ma una rassegna che esprime perfettamente quello che e' stato definito 'stile michelangiolesco'. Stile che, attraverso un particolare uso dei colori, la maestria del disegno e lo studio della figura umana, ha caratterizzato tutta la cultura artistica del tardo Rinascimento. Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico e Michelangelo assiste al tracollo dei Medici e al ritorno della repubblica, al periodo savonaroliano e all'ascesa del gonfaloniere Pier Soderini. E' di quegli anni il David (1501-1504), colossale simbolo della libert· di Firenze durante il periodo repubblicano e il progetto per la Battaglia di Cascina (mai eseguito per il salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio). Il cartone di questo progetto fu copiato e studiato dai maggiori artisti del tempo, divenendo la 'scuola del mondo'. Probabilmente con questo cartone ha origine il mito di Michelangelo, definito da Giorgio Vasari 'divino'. Mito che dopo la realizzazione della Sistina si trasformo' in una sorta di punto di riferimento assoluto, con il quale nessun artista poteva considerarsi ugualmente 'grande'. Naturalmente questa 'ombra del genio' si deve in gran parte alla volta della Cappella Sistina. Nonostante le sue simpatie repubblicane Michelangelo continuo' a lavorare per i Medici, che lo consideravano il massimo artista del tempo. Infatti, morto Giulio II e asceso al soglio pontificio Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico) Firenze ritorno' sotto il dominio mediceo e Michelangelo proseguú la sua instancabile attivit·. Nel 1527, con il sacco di Roma, Michelangelo spero' di liberarsi dalla sudditanza medicea, ma alterne vicende portarono al potere Alessandro deÌ Medici, che divenne primo duca di Firenze (1534). Michelangelo, che lo aveva in antipatia, decise di lasciare definitivamente la citt· per trasferirsi a Roma, in cui rimase fino alla sua morte, nel 1564. Evidentemente il destino di Michelangelo era legato a quello dei Medici. Persino a Roma, fu papa Clemente VII (ovvero Giulio deÌ Medici) ad incaricarlo di dipingere il Giudizio Universale che rappresento' la sua consacrazione definitiva. Infatti con questo capolavoro Michelangelo sconvolse non solo l'iconografia tradizionale, ma anche le regole proporzionali e prospettiche che il Rinascimento aveva idealizzato. La 'maniera' michelangiolesca prosegui' fin all'avvento di Ferdinando I, ultimo dei grandi rappresentati della famiglia Medici, che morú nel 1609. La sua morte coincide con il periodo in cui il tardomanierismo, rappresentato da Jacopo Zucchi, lascia il posto ad artisti piu' 'moderni', come Alessandro e Cristofaro Allori, Ligozzi e Santi di Tito, che, pur partendo da unÌinfluenza michelangiolesca subiscono gi· il fascino delle novit· romane. Questi artisti rappresentano lÌultimo esempio di un'arte che si sviluppo' nonostante dell'Ombra del Genio. Una mostra tutta godibile dunque e ben supportata dall'esauriente catalogo pubblicato da Skir·.

Sandro Barbagallo

PALAZZO STROZZI
P.zza Strozzi 1 - tel. 055/2645155, fax. 055/214831
orario: 10-20 chiuso Ma