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FIRENZE (FI)
L'ombra del Genio Michelangelo e l'arte a Firenze 1537-1631
dal 13-06-2002 al 29-09-2002
La mostra di Palazzo Strozzi a Firenze, dal suggestivo titolo:
L'Ombra del Genio. Michelangelo e l'arte a Firenze 1537-1631
approfondisce un periodo dell'arte fiorentina che era stato
solo in parte studiato. Il genio e' Michelangelo ed e' vero
che la sua ombra troppo grande ha oscurato lo splendore di
artisti altrettanto geniali. Iniziando dal 1537, la mostra
chiarisce l'apporto fondamentale del grande artista allo sviluppo
dell'arte del primo manierismo attraverso artisti della levatura
di Pontormo, Rosso Fiorentino, Bronzino. Ne' dobbiamo dimenticare
che era al potere Cosimo I de' Medici, personaggio che determino'
un cambiamento radicale nellÌassetto di Firenze perche'
chiamo' architetti e scultori come Bartolomeo Ammannati, Giorgio
Vasari, Benvenuto Cellini, Giambologna e molti altri che trasformarono
l'urbanistica di Firenze in quell'assetto monumentale che
ancora la caratterizza. Questa mostra si avvale di nove sezioni
per meglio far comprendere al visitatore il discorso avviato
da Michelangelo nei suoi interventi fondamentali sulla citt·.
Dobbiamo alla cura di Cristina Acidini e Marco Chiarini (commissario),
Alan P. Darr e Antonio Paolucci l'impeccabile riuscita di
questa difficilissima impresa. Agli anni di preparazione,
ma anche al supporto degli sponsor (l'Ente Cassa di Risparmio
di Firenze, la Sovrintendenza Speciale al Polo Museale Fiorentino,
la Firenze Mostre e quelle istituzioni che ospiteranno successivamente
questa mostra nellÌautunno del 2002 e nella primavera
del 2003: l'Institute of Arts di Detroit e l'Art Institute
di Chicago) si deve la ricchezza e la complessit· di
questa rassegna. Basti pensare che questa mostra offre non
solo esemplari di alta qualit· di pittura e scultura,
ma evidenzia l'importanza dei disegni e delle arti cosiddette
applicate. Si potranno ammirare infatti arazzi, oggetti in
pietre dure e semipreziose, bronzetti, porcellane, armi, reliquiari
la cui squisita fattura sottolinea l'influenza del 'divino'
Michelangelo. La mostra, che come ho gi· detto percorre
nove sezioni, si conclude con quella dedicata all'Autunno
del Rinascimento in cui si documenta lo splendore dei prodotti
di corte nei primi decenni del Seicento. 'LÌombra del
Genio', non e' solo una felice intuizione critica ma una rassegna
che esprime perfettamente quello che e' stato definito 'stile
michelangiolesco'. Stile che, attraverso un particolare uso
dei colori, la maestria del disegno e lo studio della figura
umana, ha caratterizzato tutta la cultura artistica del tardo
Rinascimento. Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico e Michelangelo
assiste al tracollo dei Medici e al ritorno della repubblica,
al periodo savonaroliano e all'ascesa del gonfaloniere Pier
Soderini. E' di quegli anni il David (1501-1504), colossale
simbolo della libert· di Firenze durante il periodo
repubblicano e il progetto per la Battaglia di Cascina (mai
eseguito per il salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio).
Il cartone di questo progetto fu copiato e studiato dai maggiori
artisti del tempo, divenendo la 'scuola del mondo'. Probabilmente
con questo cartone ha origine il mito di Michelangelo, definito
da Giorgio Vasari 'divino'. Mito che dopo la realizzazione
della Sistina si trasformo' in una sorta di punto di riferimento
assoluto, con il quale nessun artista poteva considerarsi
ugualmente 'grande'. Naturalmente questa 'ombra del genio'
si deve in gran parte alla volta della Cappella Sistina. Nonostante
le sue simpatie repubblicane Michelangelo continuo' a lavorare
per i Medici, che lo consideravano il massimo artista del
tempo. Infatti, morto Giulio II e asceso al soglio pontificio
Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico) Firenze ritorno'
sotto il dominio mediceo e Michelangelo proseguú la
sua instancabile attivit·. Nel 1527, con il sacco di
Roma, Michelangelo spero' di liberarsi dalla sudditanza medicea,
ma alterne vicende portarono al potere Alessandro deÌ
Medici, che divenne primo duca di Firenze (1534). Michelangelo,
che lo aveva in antipatia, decise di lasciare definitivamente
la citt· per trasferirsi a Roma, in cui rimase fino
alla sua morte, nel 1564. Evidentemente il destino di Michelangelo
era legato a quello dei Medici. Persino a Roma, fu papa Clemente
VII (ovvero Giulio deÌ Medici) ad incaricarlo di dipingere
il Giudizio Universale che rappresento' la sua consacrazione
definitiva. Infatti con questo capolavoro Michelangelo sconvolse
non solo l'iconografia tradizionale, ma anche le regole proporzionali
e prospettiche che il Rinascimento aveva idealizzato. La 'maniera'
michelangiolesca prosegui' fin all'avvento di Ferdinando I,
ultimo dei grandi rappresentati della famiglia Medici, che
morú nel 1609. La sua morte coincide con il periodo
in cui il tardomanierismo, rappresentato da Jacopo Zucchi,
lascia il posto ad artisti piu' 'moderni', come Alessandro
e Cristofaro Allori, Ligozzi e Santi di Tito, che, pur partendo
da unÌinfluenza michelangiolesca subiscono gi·
il fascino delle novit· romane. Questi artisti rappresentano
lÌultimo esempio di un'arte che si sviluppo' nonostante
dell'Ombra del Genio. Una mostra tutta godibile dunque e ben
supportata dall'esauriente catalogo pubblicato da Skir·.
Sandro Barbagallo
PALAZZO STROZZI
P.zza Strozzi 1 - tel. 055/2645155, fax. 055/214831
orario: 10-20 chiuso Ma
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