a cura di Sandro Barbagallo
   
Le ultime scelte in ordine cronologico:

- 10 Dicembre 2002

- 25 Novembre 2002

- 06 Ottobre 2002

- 01 settembre 2002

 
 


Sandro Barbagallo

Nato a Catania nel marzo 1973, si e' laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Universita' di Siena.
E' diplomato alla Scuola Vaticana di Archivistica ed e' esperto di Iconografia ed Iconologia oltre che di Storia del Gusto e dell'Arredamento.
Ha collaborato con il Comune di Roma e di Siena per l'organizzazione di manifestazioni di arte contemporanea e cura l'organizzazione e la realizzazione di mostre e cataloghi per gallerie private su tutto il territorio nazionale.
Attualmente sta scrivendo un libro di interviste agli artisti che ha incontrato, quali ultimi testimoni del Novecento.


per contatti, chiarimenti, suggerimenti scrivi ad sceltopervoi@artemania.it
 
 
Livorno 6 ottobre 2002

Gli Espressionisti 1905-1920
 
 

ROMA (RM)
Gli Espressionisti 1905-1920
dal 5-10-2002 al 2-02-2003
Un momento magico questo per Roma: le mostre sono cosi' numerose e straordinarie che c'e' veramente l'imbarazzo della scelta. Quella forse piu' ricca di capolavori la troviamo al Complesso del Vittoriano dove e' stata organizzata una rassegna sugli Espressionisti. Ho un metro per considerare importante una mostra, e' quando non solo riesce a stupirmi, ma quando riesce a farmi comprendere qualcosa che dallo studio e dalle visite ai musei mi era sfuggito. Nel caso di questa rassegna ho trovato assolutamente rivelatori gli accostamenti, forse anche grazie all'interessamento personale della prof. Maria Teresa Benedetti, che ha seguito l'allestimento e con cui ho avuto il privilegio di visitare le sale. L'intelligente montaggio delle opere ha evidenziato tutte le reciproche influenze che gli artisti di correnti apparentemente opposte hanno subito all'inizio del Novecento. Il Picasso delle 'Signorine d'Avignone' (1907) con la sua scoperta dell'antigrazioso e dell'arte africana e' sullo stesso piano della belva (fauve) Matisse che usa gli audaci accostamenti di blu e rosso, arancio e viola per reagire all'Impressionismo. Entrambi questi artisti, passando per il segno disperato di van Gogh e l'esotismo di Gauguin, vengono rielaborati dal gruppo degli Espressionisti che dall'uno prendono la stilizzazione dell'arte primitiva, dall'altro i violenti colori puri. Tutto cio' viene poi ri-pensato nelle brume di paesaggi senza sole, ma che anelano a scendere fino all'esotico sud. Centocinquanta lavori ripercorrono sin dalle loro origini l'itinerario del gruppo Il Ponte (Die Br?cke) e del Cavaliere Azzurro (Blaue Reiter). La rassegna poi si perfeziona con le opere dell'Espressionismo degli anni venti, da Grosz a Otto Dix, per intenderci. Indimenticabili comunque sono certi ritratti e certi paesaggi di Kirchner, Pechstein, Schmidt-Rottluff ed Heckel, con i loro colori forti e puri e, per l'epoca, audaci e innovativi. Rivelatori anche sono le opere di Kandinskij, Macke e Paul Klee che ci mostrano quanto lunga e accidentata sia stata la strada che ha percorso l'arte non figurativa. Le premesse stilistiche del movimento che abbiamo gia' detto non solo derivate dalla pittura di van Gogh e di Gauguin, ma anche da quella di Munch e di Ensor, si rivelano ancora di piu' in tutta l'arte grafica di cui e' ricca questa rassegna. Soprattutto le xilografie, con i loro segni brutali incisi nel legno, e le acqueforti o le puntesecche, che graffiano la lastra, non solo per esprimere la drammaticita' di un conflitto ma forse anche per un bisogno di rinnovamento della pittura. Come si sa l'Espressionismo non e' stato un movimento in senso stretto, ma un flusso impetuoso di rivolta che percorse tutta la Germania raccogliendo intorno a se' artisti di varie tendenze nella speranza di una profonda rinascita sociale e culturale. I segnali di crisi ripetutamente lanciati dagli artisti, non restarono al chiuso dei loro studi ma, riuscirono a circolare liberamente attraverso la letteratura, il teatro e le mostre. Nonostante la grandezza di un Thomas Mann in Germania, di Robert Musil in Austria, di Henrick Ibsen in Norvegia e di Luigi Pirandello in Italia, che denunciarono attraverso le loro opere una societa' ipocrita e repressiva, tocco' alle arti figurative tuttavia, il compito di esprimere con maggiore coraggio e forza il disagio di quella societa' di inizio secolo. La mostra, curata da Magdalena Máller, direttrice del Museo Brucke di Berlino, e dal soprintendente di Roma Claudio Strinati, e' nata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e' stata promossa dal Comune di Roma con la Fondazione Antonio Mazzotta, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali. Inaugurata il 5 ottobre 2002 sara' visitabile fino al 2 febbraio 2003 e, merita il viaggio.

Sandro Barbagallo


COMPLESSO DEL VITTORIANO
Via San Pietro in Carcere - Fori Imperiali - tel. 06/3225380, fax. 06/68806565
orario: 9,30-19,30 sa do e fest. 9,30-20,30