a cura di Sandro Barbagallo
   
Le ultime scelte in ordine cronologico:

- 10 Dicembre 2002

- 25 Novembre 2002

- 06 Ottobre 2002

- 01 settembre 2002

 
 


Sandro Barbagallo

Nato a Catania nel marzo 1973, si e' laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Universita' di Siena.
E' diplomato alla Scuola Vaticana di Archivistica ed e' esperto di Iconografia ed Iconologia oltre che di Storia del Gusto e dell'Arredamento.
Ha collaborato con il Comune di Roma e di Siena per l'organizzazione di manifestazioni di arte contemporanea e cura l'organizzazione e la realizzazione di mostre e cataloghi per gallerie private su tutto il territorio nazionale.
Attualmente sta scrivendo un libro di interviste agli artisti che ha incontrato, quali ultimi testimoni del Novecento.


per contatti, chiarimenti, suggerimenti scrivi ad sceltopervoi@artemania.it
 
 
Livorno 25 Novembre 2002

ROMA APRE IL MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
 
 

'Tony Oursler' , 'Alessandra Tesi','Shizuka Yokomizo', 'Protagonisti', 'Ipotesi di collezione'
Roma (RM),
MACRO, MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA,
dal 12-10-2002 al 12-01-2003

Il Museo Comunale di Roma, fino a poco tempo fa sotto la direzione della Bonasegale, aveva due sedi: una in via Crispi e l’altra in via Nizza negli stabilimenti dell’ex birra Peroni. Attualmente, con il progetto presentato alla Biennale d’Architettura di Venezia, non solo il Museo verra’ ampliato, ma si trasformera’ in MACRO.
Ovvero Museo Arte Contemporanea Roma. Un titolo geniale degno di D’Annunzio che invento’ i nomi per la Fiat e La Rinascente.
Macro inaugura la stagione sotto la nuova direzione di Danilo Eccher. Sconosciuto ai più (ah lo snobismo dei romani!) il nuovo direttore, che pare si sia fatto le ossa nei musei di Trento e di Bologna, e’ gia’ in odore di contestazione. In primis per un programma di appuntamenti espositivi che non rientrano certo nella politica di un museo comunale dedicato a quanto Roma ha prodotto e sta producendo nell’arte. E poi naturalmente per l’atavica diffidenza dei romani, intellettuali e non, ad accettare il nuovo, o meglio l’estraneo.
La mostra personale di Tony Oursler ‘rivolta al mondo internazionale’ (ma perche’ cosa fara’ d’ora in poi la negletta Galleria Nazionale d’Arte Moderna?), quella dei giovani artisti Alessandra Tesi (star dell’ultima Biennale) e di Shizuka Yokomizo, nonche’ la mostra dedicata alle fotografie di Claudio Abate, che ricostruiscono il percorso culturale e artistico di Roma dal 1965 al 1975, hanno infatti innervosito e preoccupato la folta schiera degli artisti romani. La frase piu’ sentita e’ stata ‘Cominciamo bene!’. Che fine faranno le intelligenti rassegne del tipo ‘Lavori in Corso’ che informavano puntigliosamente sulla ricerca in atto a Roma da una generazione all’altra? Purtroppo si teme che il grande dispiegamento di mezzi (Macro non si avvarra’ soltanto della sede dell’ex birra Peroni ma anche di 3000 mq. Dell’ex Mattatoio a Testaccio) favorira’ piu’ lo snobismo provinciale di chi considera l’arte solo un fatto trendy che una ricerca con ‘diritto d’asilo’. Insomma come al solito per inseguire le sirene dell’ultima moda si toglieranno i riflettori a chi piu’ di altri dovrebbe avere una visibilita’ che gli e’ sempre stata negata per esigenze di mercato, politiche o modaiole. Staremo a vedere!
In un’intervista il direttore Eccher ha dichiarato che ‘Macro è un segnale del fatto che Roma si sta arricchendo sempre di piu’ di nuovi soggetti culturali legati a’’arte moderna e contemporanea[...]. La scelta di Macro e’ data soprattutto dalla volonta’ di sottolineare innanzitutto che è un Museo che si occupa di collezioni storiche, che intende realizzare una propria raccolta attraverso le acquisizioni per costruire un patrimonio per la collettività romana. Si chiama poi arte contemporanea perche’ si rivolge alla sperimentazione, alla ricerca, ai nuovi ‘lineamenti’ che animano il mondo artistico internazionale. Infine la sigla RO come Roma per sottolineare che avra’ una vocazione nazionale ed internazionale, ma anche delle forti radici nel territorio romano”.
Come ripeto, staremo a vedere! Eccher ha anche detto che collaborera’ sia con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, sia con il Centro per le Arti Contemporanee, sia con il Palazzo delle Esposizioni che con le Scuderie del Quirinale. Ha dichiarato anche, bontà sua, che Roma e’ una citta’ che produce cultura, economia, energie vitali, che devono trovare sbocchi nelle istituzioni.
Da anni gli artisti romani sanno (da De Chirico a Balla, da Capogrossi a Burri, da Kounellis a Dorazio, dalla Accardi alla Maselli, dalla Fioroni alla Weller) di vivere in una citta’ speciale, ma anche in una citta’ matrigna, assolutamente cinica ed incapace, per costituzione, di riconoscere e valorizzare il proprio patrimonio umano.
C’e’ da augurarsi che con il direttore Eccher, il terzo millennio sfati lo scetticismo dei nostri artisti.

Sandro Barbagallo