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'Tony Oursler' , 'Alessandra Tesi','Shizuka
Yokomizo', 'Protagonisti', 'Ipotesi di collezione'
Roma (RM),
MACRO, MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA,
dal 12-10-2002 al 12-01-2003
Il Museo Comunale di Roma, fino a poco tempo fa sotto la direzione
della Bonasegale, aveva due sedi: una in via Crispi e laltra
in via Nizza negli stabilimenti dellex birra Peroni.
Attualmente, con il progetto presentato alla Biennale dArchitettura
di Venezia, non solo il Museo verra ampliato, ma si
trasformera in MACRO.
Ovvero Museo Arte Contemporanea Roma. Un titolo geniale degno
di DAnnunzio che invento i nomi per la Fiat e
La Rinascente.
Macro inaugura la stagione sotto la nuova direzione di Danilo
Eccher. Sconosciuto ai più (ah lo snobismo dei romani!)
il nuovo direttore, che pare si sia fatto le ossa nei musei
di Trento e di Bologna, e gia in odore di contestazione.
In primis per un programma di appuntamenti espositivi che
non rientrano certo nella politica di un museo comunale dedicato
a quanto Roma ha prodotto e sta producendo nellarte.
E poi naturalmente per latavica diffidenza dei romani,
intellettuali e non, ad accettare il nuovo, o meglio lestraneo.
La mostra personale di Tony Oursler rivolta al mondo
internazionale (ma perche cosa fara dora
in poi la negletta Galleria Nazionale dArte Moderna?),
quella dei giovani artisti Alessandra Tesi (star dellultima
Biennale) e di Shizuka Yokomizo, nonche la mostra dedicata
alle fotografie di Claudio Abate, che ricostruiscono il percorso
culturale e artistico di Roma dal 1965 al 1975, hanno infatti
innervosito e preoccupato la folta schiera degli artisti romani.
La frase piu sentita e stata Cominciamo
bene!. Che fine faranno le intelligenti rassegne del
tipo Lavori in Corso che informavano puntigliosamente
sulla ricerca in atto a Roma da una generazione allaltra?
Purtroppo si teme che il grande dispiegamento di mezzi (Macro
non si avvarra soltanto della sede dellex birra
Peroni ma anche di 3000 mq. Dellex Mattatoio a Testaccio)
favorira piu lo snobismo provinciale di chi considera
larte solo un fatto trendy che una ricerca con diritto
dasilo. Insomma come al solito per inseguire le
sirene dellultima moda si toglieranno i riflettori a
chi piu di altri dovrebbe avere una visibilita
che gli e sempre stata negata per esigenze di mercato,
politiche o modaiole. Staremo a vedere!
In unintervista il direttore Eccher ha dichiarato che
Macro è un segnale del fatto che Roma si sta
arricchendo sempre di piu di nuovi soggetti culturali
legati aarte moderna e contemporanea[...]. La
scelta di Macro e data soprattutto dalla volonta
di sottolineare innanzitutto che è un Museo che si
occupa di collezioni storiche, che intende realizzare una
propria raccolta attraverso le acquisizioni per costruire
un patrimonio per la collettività romana. Si chiama
poi arte contemporanea perche si rivolge alla sperimentazione,
alla ricerca, ai nuovi lineamenti che animano
il mondo artistico internazionale. Infine la sigla RO come
Roma per sottolineare che avra una vocazione nazionale
ed internazionale, ma anche delle forti radici nel territorio
romano.
Come ripeto, staremo a vedere! Eccher ha anche detto che collaborera
sia con la Galleria Nazionale dArte Moderna, sia con
il Centro per le Arti Contemporanee, sia con il Palazzo delle
Esposizioni che con le Scuderie del Quirinale. Ha dichiarato
anche, bontà sua, che Roma e una citta
che produce cultura, economia, energie vitali, che devono
trovare sbocchi nelle istituzioni.
Da anni gli artisti romani sanno (da De Chirico a Balla, da
Capogrossi a Burri, da Kounellis a Dorazio, dalla Accardi
alla Maselli, dalla Fioroni alla Weller) di vivere in una
citta speciale, ma anche in una citta matrigna,
assolutamente cinica ed incapace, per costituzione, di riconoscere
e valorizzare il proprio patrimonio umano.
Ce da augurarsi che con il direttore Eccher, il
terzo millennio sfati lo scetticismo dei nostri artisti.
Sandro Barbagallo
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