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Era il 25 aprile del 1874. Sulla rivista Charivari
il noto critico darte Louis Leroy recensi una
mostra, appena visitata nello studio di Felix Nadar, con questo
titolo: Lexposition des impressionnistes.
Certamente, nel pensare questo titolo, si riferiva al quadro
di Monet Impression: soleil levant del 1872, unalba
su una distesa dacqua.
Ma una cosa e certa: non avrebbe mai pensato che quellepiteto
impressionnistes sarebbe diventato, svuotato
da ogni intenzione polemica, il nome di un gruppo di artisti
che avrebbero dato una svolta a quella che era larte
ufficiale del tempo.
A Roma, nel Complesso del Vittoriano, ai protagonisti di quella
svolta viene dedicata una grande mostra, ricca di capolavori
provenienti dalle piu importanti collezioni di tutto
il mondo. Una mostra insolita, comunque. Si, perche
Maria Teresa Benedetti, curatrice di questa rassegna, insieme
ad un comitato scientifico internazionale, ha pensato bene
di dare un taglio inconsueto di quel grande momento creativo,
concentrando linteresse sul ritratto visto dagli impressionisti.
Ma, a parte laneddoto del critico Leroy, la storia dellImpressionismo
affonda quasi nella leggenda. Cosa permise a questi artisti
di arrivare a tale innovazione?

La Storia
Dopo lEsposizione di Parigi del 1855 fu chiaro, nella
coscienza degli artisti piu sensibili, che gli ideali
romantici erano stati annientati dallorganizzazione
capitalistica della cultura e che, sia le arti visive che
la letteratura, si erano appiattite in un arido accademismo.
E in questo clima che si svolge il dibattito effervescente
tra un gruppo di giovani pittori, che pongono a confronto
i risultati delle loro ricerche personali. Artisti di grande
sensibilita che riusciranno a cogliere dallesistenza
cio che gli altri ignoravano e che, con la loro arte,
esprimeranno conoscenze che non hanno trovato ancora formulazioni
ufficiali.
Punto di partenza il sodalizio, stabilito fin dal 1861, tra
Renoir, Bazille, Monet e Sisley a cui si associarono successivamente
Pissarro, Degas, Cezanne, Morisot ed altri. Le discussioni
sulla pittura nuova e le polemiche intorno al
Dejeuner sur lHerbe di Manet, esposto al
Salon des Refuses del 1863, si pongono come inizio dellattivita
del gruppo che, tra il 1863 e il 1869, si incontro regolarmente
al Cafe Guerbois e nel salotto del comandante Lejosne
prima ed al Cafe de la Nouvelle Athene poi. A queste
discussioni non parteciparono solo gli artisti ma anche critici
di piu ampia veduta come Duranty ed Duret.
Le ricerche per una nuova pittura diedero i loro primi risultati
dopo il 1867 quando Monet dipinse dal vero sulle spiagge della
Normandia e Pissarro e Renoir cercarono di riprodurre gli
effetti della luce sullacqua andando a dipingere sulle
rive della Senna o dellOise.
Ma queste novita furono combattute aspramente dalla
critica ufficiale al Salon del 1868, a cui partecipo
quasi tutto il gruppo.
Con la guerra del 1870 il gruppo si disperse. Alcuni furono
arruolati (Bazille morira in battaglia) mentre Monet
e Pissarro troveranno rifugio in Inghilterra dove, oltre a
conoscere lopera di Turner e Constable, stringeranno
amicizia con Durand-Ruel, il mercante darte che diverra
il loro sostenitore, anche finanziario, e che promosse le
prime vendite dei loro quadri.
Dal 1872, finita la guerra, il gruppo comincio a ricomporsi
ma bisognera aspettare ancora due anni per poter vedere
pubblicamente le loro opere in una collettiva tutta loro.
(FOTO

Sara infatti nel 1874, come già detto, nello
studio di Felix Nadar (un disegnatore vignettista divenuto
fotografo) che verra allestita la prima collettiva in
cui oltre a Monet, Renoir, Sisley, Pissarro, Degas e Césanne,
vi parteciparono la Morisot, Boudin ed altri pittori vicini
al gruppo. Mostra seguita da altre sette tra il 1876 e il
1886. Ma il periodo eroico del gruppo appare gia
concluso nei primi anni ottanta.
La Mostra al Vittoriano
Dedicata al ritratto e alla figura impressionista, questa
mostra sottolinea una visione vitalistica dellesistenza
che quei pittori ci danno, evitando scene celebrative e immagini
agiografiche di signori e signore alla moda. Notevole e molto
evidente, in questo senso, lapporto di alcune pittrici
come Berthe Morisot, Mary Cassat, Marie Bracquemond, Eva Gonzales.
(FOTO

E inoltre grande merito di questa rassegna sottolineare
la qualita di pittori come Zandomeneghi e De Nittis,
solitamente destinati a fare da comprimari alle star del Movimento.
Nulla togliendo al merito, ovviamente, di grandi artisti come
Renoir, Degas, Monet, Cezanne. Basti pensare ad alcuni capolavori
quali: La mendicante romana del 1857 di Degas.
Lallora giovane pittore riesce a mostrarci la fatica
e la sofferenza di vivere attraverso questo viso grave dai
colori spenti e terrosi. E cosa dire della Suzanne
di Monet, ritratto ricco di presentimenti di una fine prematura;
o del ritratto che Manet fa alla compagna malata di Baudelaire?
Tutte queste opere smentiscono il luogo comune che immagina
gli Impressionisti dipingere solo scene luminose, popolate
di donne bionde e di bambini al sole. Questa mostra
offre dunque, attraverso alcuni capolavori meno noti al grande
pubblico la possibilita di approfondire anche le zone
dombra di un movimento troppo spesso considerato
scontato.
Una mostra singolare e insolita dunque, che merita senza dubbio
di essere visitata.
Sandro Barbagallo
Ritratti e figure. Capolavori impressionisti
Fino al 6 luglio 2003
Complesso del Vittoriano, Roma
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 19.30;
venerdì e sabato 9.3023.30; domenica 9.3020.30.
Per informazioni: tel. 06/6780664
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