a cura di Sandro Barbagallo
   
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Sandro Barbagallo

Nato a Catania nel marzo 1973, si e' laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Universita' di Siena.
E' diplomato alla Scuola Vaticana di Archivistica ed e' esperto di Iconografia ed Iconologia oltre che di Storia del Gusto e dell'Arredamento.
Ha collaborato con il Comune di Roma e di Siena per l'organizzazione di manifestazioni di arte contemporanea e cura l'organizzazione e la realizzazione di mostre e cataloghi per gallerie private su tutto il territorio nazionale.
Attualmente sta scrivendo un libro di interviste agli artisti che ha incontrato, quali ultimi testimoni del Novecento.


per contatti, chiarimenti, suggerimenti scrivi ad sceltopervoi@artemania.it
 
 
Livorno 6 Maggio 2003



Ritratti e figure – Capolavori Impressionisti

 
 

Era il 25 aprile del 1874. Sulla rivista ‘Charivari’ il noto critico d’arte Louis Leroy recensi’ una mostra, appena visitata nello studio di Felix Nadar, con questo titolo: ‘L’exposition des impressionnistes’. Certamente, nel pensare questo titolo, si riferiva al quadro di Monet ‘Impression: soleil levant’ del 1872, un’alba su una distesa d’acqua.
Ma una cosa e’ certa: non avrebbe mai pensato che quell’epiteto – impressionnistes – sarebbe diventato, svuotato da ogni intenzione polemica, il nome di un gruppo di artisti che avrebbero dato una svolta a quella che era l’arte ufficiale del tempo.
A Roma, nel Complesso del Vittoriano, ai protagonisti di quella svolta viene dedicata una grande mostra, ricca di capolavori provenienti dalle piu’ importanti collezioni di tutto il mondo. Una mostra insolita, comunque. Si’, perche’ Maria Teresa Benedetti, curatrice di questa rassegna, insieme ad un comitato scientifico internazionale, ha pensato bene di dare un taglio inconsueto di quel grande momento creativo, concentrando l’interesse sul ritratto visto dagli ‘impressionisti’.
Ma, a parte l’aneddoto del critico Leroy, la storia dell’Impressionismo affonda quasi nella leggenda. Cosa permise a questi artisti di arrivare a tale innovazione?


La Storia
Dopo l’Esposizione di Parigi del 1855 fu chiaro, nella coscienza degli artisti piu’ sensibili, che gli ideali romantici erano stati annientati dall’organizzazione capitalistica della cultura e che, sia le arti visive che la letteratura, si erano appiattite in un arido accademismo.
E’ in questo clima che si svolge il dibattito effervescente tra un gruppo di giovani pittori, che pongono a confronto i risultati delle loro ricerche personali. Artisti di grande sensibilita’ che riusciranno a cogliere dall’esistenza cio’ che gli altri ignoravano e che, con la loro arte, esprimeranno conoscenze che non hanno trovato ancora formulazioni ufficiali.
Punto di partenza il sodalizio, stabilito fin dal 1861, tra Renoir, Bazille, Monet e Sisley a cui si associarono successivamente Pissarro’, Degas, Cezanne, Morisot ed altri. Le discussioni sulla ‘pittura nuova’ e le polemiche intorno al ‘Dejeuner sur l’Herbe’ di Manet, esposto al Salon des Refuses del 1863, si pongono come inizio dell’attivita’ del gruppo che, tra il 1863 e il 1869, si incontro’ regolarmente al Cafe’ Guerbois e nel salotto del comandante Lejosne prima ed al Cafe’ de la Nouvelle Athene poi. A queste discussioni non parteciparono solo gli artisti ma anche critici di piu’ ampia veduta come Duranty ed Duret.
Le ricerche per una nuova pittura diedero i loro primi risultati dopo il 1867 quando Monet dipinse dal vero sulle spiagge della Normandia e Pissarro e Renoir cercarono di riprodurre gli effetti della luce sull’acqua andando a dipingere sulle rive della Senna o dell’Oise.
Ma queste novita’ furono combattute aspramente dalla critica ufficiale al Salon del 1868, a cui partecipo’ quasi tutto il gruppo.
Con la guerra del 1870 il gruppo si disperse. Alcuni furono arruolati (Bazille morira’ in battaglia) mentre Monet e Pissarro troveranno rifugio in Inghilterra dove, oltre a conoscere l’opera di Turner e Constable, stringeranno amicizia con Durand-Ruel, il mercante d’arte che diverra’ il loro sostenitore, anche finanziario, e che promosse le prime vendite dei loro quadri.
Dal 1872, finita la guerra, il gruppo comincio’ a ricomporsi ma bisognera’ aspettare ancora due anni per poter vedere pubblicamente le loro opere in una collettiva tutta loro. (FOTO


Sara’ infatti nel 1874, come già detto, nello studio di Felix Nadar (un disegnatore vignettista divenuto fotografo) che verra’ allestita la prima collettiva in cui oltre a Monet, Renoir, Sisley, Pissarro, Degas e Césanne, vi parteciparono la Morisot, Boudin ed altri pittori vicini al gruppo. Mostra seguita da altre sette tra il 1876 e il 1886. Ma il periodo ‘eroico’ del gruppo appare gia’ concluso nei primi anni ottanta.
La Mostra al Vittoriano
Dedicata al ritratto e alla figura impressionista, questa mostra sottolinea una visione vitalistica dell’esistenza che quei pittori ci danno, evitando scene celebrative e immagini agiografiche di signori e signore alla moda. Notevole e molto evidente, in questo senso, l’apporto di alcune pittrici come Berthe Morisot, Mary Cassat, Marie Bracquemond, Eva Gonzales. (FOTO


E’ inoltre grande merito di questa rassegna sottolineare la qualita’ di pittori come Zandomeneghi e De Nittis, solitamente destinati a fare da comprimari alle star del Movimento. Nulla togliendo al merito, ovviamente, di grandi artisti come Renoir, Degas, Monet, Cezanne. Basti pensare ad alcuni capolavori quali: ‘La mendicante romana’ del 1857 di Degas. L’allora giovane pittore riesce a mostrarci la fatica e la sofferenza di vivere attraverso questo viso grave dai colori spenti e terrosi. E cosa dire della ‘Suzanne’ di Monet, ritratto ricco di presentimenti di una fine prematura; o del ritratto che Manet fa alla compagna malata di Baudelaire? Tutte queste opere smentiscono il luogo comune che immagina gli Impressionisti dipingere solo ‘scene luminose, popolate di donne bionde e di bambini al sole’. Questa mostra offre dunque, attraverso alcuni capolavori meno noti al grande pubblico la possibilita’ di approfondire anche le ‘zone d’ombra’ di un movimento troppo spesso considerato scontato.
Una mostra singolare e insolita dunque, che merita senza dubbio di essere visitata.


Sandro Barbagallo

“Ritratti e figure. Capolavori impressionisti”
Fino al 6 luglio 2003
Complesso del Vittoriano, Roma
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30–23.30; domenica 9.30–20.30.
Per informazioni: tel. 06/6780664