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Un’occasione da non perdere questa mostra che permette di rivisitare un grande artista dell’arte contemporanea. Come ho già scritto nel saggio in catalogo, tenderei ad isolare la personalità di Joe Tilson (Londra 1928) da quella dei suoi compagni di strada, genericamente etichettati come Pop inglesi.
In realtà l’opera di Tilson s’impone per la sua originalità e per la capacità evocativa e simbolica di chi sa attingere agli archetipi dell’immaginario collettivo.
Non a caso i temi scelti da Tilson per esprimere “il sacro in natura” trascendono il tempo e attraversano varie culture. Per oltre quarant’anni il lavoro dell’artista si è espresso attraverso grandi costruzioni e rilievi, dipinti e sculture, grafiche e multipli. Tutte opere caratterizzate da un’eccezionale fattura artigianale.
In anticipo di decenni sulle ricerche di artisti più giovani, Tilson si è spesso servito di segni in cui poter contrabbandare scritture a lui estranee (come il greco o il latino), simboli alchemici o buddisti. Lavorando sulle infinite possibilità del labirinto, della scala, della torre, dei rebus, ha creato intorno a sé un mondo tanto affascinante quanto magico. Un mondo in cui la bellezza e l’armonia, l’ironia e la poesia, predominano anche quando il significato dell’opera resta enigmatico. Un mondo in cui l’universo è rappresentato dal cerchio e l’aspirazione ad una elevazione spirituale è tutta nelle sue torri, scale, obelischi.
Nella mostra di Loano, che ho curato con il gallerista Gian Pietro Menzani, si raccontano i momenti più significativi della ricerca di Tilson negli ultimi trent’anni. Sarà visibile il ciclo delle “Crete Senesi” in cui l’artista paga il suo debito all’Italia e alla Toscana, dove ha deciso di vivere. Le crete sono state modellate come le colline brulle di Siena, scolpite da secoli di vento e di pioggia. Il loro colore è lo stesso pigmento che da il proprio nome alle terre: l’ocra gialla, l’ocra d’oro, la terra di Siena bruciata, la terra di Siena naturale, il rosso mattone.
Altrettanto notevole è il ciclo presentato in questa mostra di opere raggruppate sotto il titolo “Conjunctions” che allude all’accostamento nel dipinto di un segno iconico e un segno verbale, dalla cui combinazione nasce un terzo significato. L’opera è costruita in tre parti e il risultato ha tutto il fascino di un’insegna araldica.
Non a caso considero Tilson un tipo di artista aristocratico, tanto che il suo lavoro nel contesto sia inglese che europeo resta profondamente isolato. Come ho già detto Tilson anticipa un’arte non soltanto formalistica, ma ricca di significati che spingono a pensare e quindi a incidere profondamente nell’animo umano.
Sandro Barbagallo
Mostra: “Terra, Acqua, Aria, Fuoco”
A cura di: Sandro Barbagallo e Gian Pietro Menzani
Sede: Palazzo Doria – Loano (Savona)
Periodo: 25 marzo – 4 giugno 2006
Orari: da lunedì a venerdì ore 9.00/13.30
martedì e giovedì ore 14.30/17.30
sabato/domenica ore 10.30/12.30 ore 16.00/19.00
Ingresso: libero
Informazioni: Comune di Loano – Ufficio Turismo e Cultura – tel. 019.675694
Informazione alla stampa: Lucia Campana cell. 3478334469 mail: ics2005@hotmail.com
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