|
Premetto che sono da pochi anni entrato come
critico nel mondo dellarte e quindi credo ancora di
poter combattere i mulini a vento...
Dopo aver visitato la 50° Biennale di Venezia sono rimasto
deluso e scoraggiato. Mi sono sentito preso in giro fin dal
titolo ...La dittatura dello spettatore.... Ma
quale spettatore?
Lo spettatore, come tutti sanno, non solo non
decide nulla, ma si comporta come un sacco vuoto. Viene riempito
di false informazioni, manipolato, eterodiretto. Certo, puo
scoppiare o rigettare, ma e improbabile che si dia alla
dittatura. E come potrebbe, dal momento che e incanalato
in un percorso da brivido? Aste, riviste di tendenza, esposizioni
istituzionali, agiografie di artisti pseudo-maledetti. Droga
e suicidio = genio e sregolatezza; non sono da sempre i testimonial
del vero artista presso il vero collezionista? Per non parlare
della melassa di un critichese strapagato con cui sono state
montate operazioni multimilionarie riguardanti tendenze obsolete
e sciagurate come la Body, la Land, la Minimal, la Povera,
intese come Arte naturalmente... Peccato che non siano piu
di rottura per nessuno anche se magari rompono solo i c. a
tutti. Mi chiedo come sia possibile che in nome di un gusto
trendy che rasenta lidiozia si permetta di banalizzare,
svalutare, trattare con sufficienza, gli artisti italiani
del passato e del presente, che sono i migliori del mondo.
Quando vengo a sapere che un disegno di Leonardo costa meno
di una serigrafia della Pop Art americana, vorrei poter gridare,
come nella nota favola, il re è nudo....
Tra le molte cose che non ho digerito di questultima
Biennale ce il fatto che non mi e sembrato
corretto che i telegiornali e lo stesso ministro Urbani applaudissero
una massiccia presenza di artisti italiani.
Ai giardini, nel padiglione Italia, ben nascosti tra artisti
di tutto il mondo, Estremo Oriente compreso, ne ho contati
solo 3. Tra cui il Leone dOro alla carriera Carol Rama,
che per i giovani e stata molto mal presentata (Ci si
sarebbe aspettato una sala che raccontasse il suo percorso
e non mezza parete).
Perche quando sincarica un commissario alla Biennale
non gli si ricorda che per statuto lItalia deve informare
il resto del mondo su quanto accade oggi negli studi dei suoi
artisti? Questa non e dittatura dello spettatore, ma
assoluta mancanza di democrazia da parte di chi il potere
ce lha. Del resto il lapsus freudiano del titolo ne
e una prova!
E vero, come ha detto il ministro Urbani, che non
abbiamo chiuso le porte a nessuno, del resto la cultura
italiana è sempre stata esterofila, ma tra questo e
lautolesionismo ce ne corre!
Voi che ne pensate?
Sandro Barbagallo
|