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In Italia sembrava quasi che ce ne fossimo dimenticati
(capita spesso... ultimamente!) e invece, forse per leco
del successo della mostra allestita allInstitut Mathildenhohe
di Darmstadt nel 2002, ecco che riappare Afro Basaldella,
sicuramente uno dei principali protagonisti del 900
italiano, forse piu conosciuto allestero che in
patria.
Si tratta di una grande mostra antologica organizzata dalla
Sovrintendenza speciale per il Polo Museale Romano con dellAssessorato
alla Cultura della Regione Lazio e curata dallArchivio
Afro insieme a Gianni Mercurio.
In mostra circa 130 opere, molte delle quali esposte a Roma
per la prima volta, provenienti da collezioni private e dai
maggiori musei italiani ed internazionali come il Centre Pompidou,
il Musee des Beaux-Arts la Chaux-de-Fonds, il Mathildenhohe
Institut, la Galleria Nazionale dArte Moderna, il MART
di Rovereto.
E unoccasione unica questa rassegna su Afro. Si,
perche ci permette di incontrare, apprezzare ed approfondire
un artista che ha segnato in modo decisivo levoluzione
della pittura italiana sia sul fronte della figurazione che
su quello del colore.
Afro-Libio Basaldella, comunemente conosciuto come Afro, nacque
a Udine nel 1912. Il padre, Leo Basaldella, era un pittore
e decoratore che gli trasmise lamore per larte.
Studio prima a Venezia e poi a Firenze e nel 1928, appena
sedicenne, espone alla I Mostra della Scuola friulana davanguardia
e, lanno successivo, alla XX Esposizione dellOpera
Bevilacqua La Masa a Venezia.
Grazie alla Borsa di studio della Fondazione Marangoni, nel
1929 si trasferisce a Roma dove entra in contatto con Scipione,
Mario Mafai e soprattutto Corrado Cagli, che gli fa condividere
i suoi concetti di primordico e di tonalismo
che diverranno poi le premesse del suo nuovo universo di forme
e colori.
Nel 1932 a Milano, col fratello scultore Mirko, frequenta
lo studio di Arturo Martini e conosce Birolli e Morlotti.
Nel 1934 Afro torna a Roma dove si lega al gruppo di artisti
che gravita attorno alla Galleria della Cometa di Libero de
Libero e Corrado Cagli: Capogrossi, Cavalli, Fazzini, Guttuso,
Leoncillo, Pirandello. Questi sono gli anni in cui comincia
a farsi conoscere ed apprezzare. Infatti nel 1935 espone alla
Quadriennale di Roma, nel 1936 alla Biennale di Venezia. Nel
1937 e a Parigi insieme a Corrado Cagli, per lavorare
alle decorazioni per lEsposizione internazionale. A
Parigi si lascia suggestionare dalla pittura impressionista
e cubista e, tornato a Roma, tiene una personale alla Galleria
della Cometa, dove dimostrera grande maestria compositiva
e notevole temperamento cromatico.
Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerose altre
esposizioni.
Nel 1939 partecipa alla III Quadriennale di Roma ed espone
col fratello Mirko a Torino e a Genova. Partecipa anche a
numerose mostre a risvolto sociale, tipiche di quegli anni,
e ad alcune edizioni del Premio Bergamo. Nel 1940 espone alla
Biennale di Venezia con Montanarini e Tamburi.

Lo scoppio della guerra fa trasferire Afro a Venezia dove
insegna allAccademia di Belle Arti e conosce Santomaso,
Turcato, Vedova.
Nel 1945, dopo una breve fase espressionista, caratterizzata
da colori densi e pastosi, Afro approda a una sintesi lineare
e coloristica, collegata al vecchio interesse per il cubismo
e che rappresentera il suo punto di svolta. Anche se
nei suoi quadri, pur rasentando lastrazione, continuano
a comparire figure totemico-primitive. Infatti sono questi
gli anni dellacceso dibattito tra astrazione e realismo.
La pittura per Afro non ha un valore ideologico e non deve
interessarsi di temi politico-sociali, ma solo della ricerca
espressiva dellartista. Ricerca espressiva che si manifesta
attraverso larmonia compositiva tra forme e colori.
Il dibattito continua fino a quando, nel 1948, dopo la Quadriennale
di Roma, Afro partecipa alla storica mostra darte
contemporanea di Palazzo Re Enzo a Bologna. Discussa rassegna
che si attirera persino le critiche di Palmiro Togliatti.
Nel 1949 dopo aver esposto alla mostra XXth Century
Italian Art a New York trascorre qualche mese in America.
Qui entra nella scuderia della gallerista newyorchese
Catherine Viviano e frequenta protagonisti dellAction
Painting (che esplode proprio in quegli anni), in particolare
De Kooning e Kline.
A questa esperienza seguira un gesto piu libero
e dinamico che tendera a sfaldare su tutta la tela le
sue figure totemiche.
Negli anni 50 la luce e il colore diventano i protagonisti
assoluti delle sue opere. In questo periodo Afro si lega al
Gruppo degli Otto, patrocinato da Lionello Venturi, in cui
confluiscono molti artisti del Fronte Nuovo delle Arti (Birolli,
Morlotti, Turcato, Santomaso, Vedova).

Nel 1957 torna in America per lavorare come artist in
residence presso il Mills College di Oackland. Qui realizza
gli studi preparatori per Il Giardino della Speranza,
destinato alla sede centrale dellUnesco di Parigi.
Gli anni seguenti saranno caratterizzati dalle grandi mostre
e dei riconoscimenti internazionali.

Negli anni 70 ce una nuova svolta. Afro
si dedica soprattutto alla grafica e agli arazzi. Ma in questi,
le forme e i colori diventano nitidi, e la stesura del colore
si appiattisce a tal punto da mostrare consonanze con quella
di Burri.
Due anni dopo la sua morte, avvenuta a Zurigo nel 1976, la
Galleria Nazionale dArte Moderna di Roma gli dedica
una grande retrospettiva che sara seguita da unaltra
solo nel 1992 al Palazzo Reale di Milano.
La mostra di Palazzo Venezia ripercorre litinerario
artistico di Afro, partendo dalle opere del dopoguerra, caratterizzate
da una forte influenza cubista, fino a quelle degli anni 50,
vera e propria esplosione di colore. Peccato che poco spazio
venga dato alle opere di formazione dellartista, cosi
importanti per capire la sua evoluzione.
Comunque questa mostra e molto importante perche
ci rivela come siano futili e spesso inutili gli scandali
e le polemiche nella prospettiva della storia. La pittura
di Afro ci appare classica come quella di tanti
maestri del Novecento che fecero sorridere i propri contemporanei.
Classica e persino bella, come belle sono certe pitture venete
dei secoli passati che tanto influenzarono Afro, un maestro
dellavanguardia storica.
Sandro Barbagallo
Palazzo Venezia
ROMA , Via del Plebiscito 118
Fino al 22 giugno 2003
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