a cura di Sandro Barbagallo
   
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Sandro Barbagallo

Nato a Catania nel marzo 1973, si e' laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Universita' di Siena.
E' diplomato alla Scuola Vaticana di Archivistica ed e' esperto di Iconografia ed Iconologia oltre che di Storia del Gusto e dell'Arredamento.
Ha collaborato con il Comune di Roma e di Siena per l'organizzazione di manifestazioni di arte contemporanea e cura l'organizzazione e la realizzazione di mostre e cataloghi per gallerie private su tutto il territorio nazionale.
Attualmente sta scrivendo un libro di interviste agli artisti che ha incontrato, quali ultimi testimoni del Novecento.


per contatti, chiarimenti, suggerimenti scrivi ad sceltopervoi@artemania.it
 
 
Livorno 6 Giugno 2003


‘Afro, il Colore’ – dal Paesaggio all’Astrazione

 
 

In Italia sembrava quasi che ce ne fossimo dimenticati (capita spesso... ultimamente!) e invece, forse per l’eco del successo della mostra allestita all’Institut Mathildenhohe di Darmstadt nel 2002, ecco che riappare Afro Basaldella, sicuramente uno dei principali protagonisti del ‘900 italiano, forse piu’ conosciuto all’estero che in patria.
Si tratta di una grande mostra antologica organizzata dalla Sovrintendenza speciale per il Polo Museale Romano con dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e curata dall’Archivio Afro insieme a Gianni Mercurio.
In mostra circa 130 opere, molte delle quali esposte a Roma per la prima volta, provenienti da collezioni private e dai maggiori musei italiani ed internazionali come il Centre Pompidou, il Musee des Beaux-Arts la Chaux-de-Fonds, il Mathildenhohe Institut, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, il MART di Rovereto.
E’ un’occasione unica questa rassegna su Afro. Si’, perche’ ci permette di incontrare, apprezzare ed approfondire un artista che ha segnato in modo decisivo l’evoluzione della pittura italiana sia sul fronte della figurazione che su quello del colore.
Afro-Libio Basaldella, comunemente conosciuto come Afro, nacque a Udine nel 1912. Il padre, Leo Basaldella, era un pittore e decoratore che gli trasmise l’amore per l’arte.
Studio’ prima a Venezia e poi a Firenze e nel 1928, appena sedicenne, espone alla I Mostra della Scuola friulana d’avanguardia e, l’anno successivo, alla XX Esposizione dell’Opera Bevilacqua La Masa a Venezia.
Grazie alla Borsa di studio della Fondazione Marangoni, nel 1929 si trasferisce a Roma dove entra in contatto con Scipione, Mario Mafai e soprattutto Corrado Cagli, che gli fa condividere i suoi concetti di ‘primordico’ e di ‘tonalismo’ che diverranno poi le premesse del suo nuovo universo di forme e colori.
Nel 1932 a Milano, col fratello scultore Mirko, frequenta lo studio di Arturo Martini e conosce Birolli e Morlotti.
Nel 1934 Afro torna a Roma dove si lega al gruppo di artisti che gravita attorno alla Galleria della Cometa di Libero de Libero e Corrado Cagli: Capogrossi, Cavalli, Fazzini, Guttuso, Leoncillo, Pirandello. Questi sono gli anni in cui comincia a farsi conoscere ed apprezzare. Infatti nel 1935 espone alla Quadriennale di Roma, nel 1936 alla Biennale di Venezia. Nel 1937 e’ a Parigi insieme a Corrado Cagli, per lavorare alle decorazioni per l’Esposizione internazionale. A Parigi si lascia suggestionare dalla pittura impressionista e cubista e, tornato a Roma, tiene una personale alla Galleria della Cometa, dove dimostrera’ grande maestria compositiva e notevole temperamento cromatico.
Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerose altre esposizioni.
Nel 1939 partecipa alla III Quadriennale di Roma ed espone col fratello Mirko a Torino e a Genova. Partecipa anche a numerose mostre a risvolto sociale, tipiche di quegli anni, e ad alcune edizioni del Premio Bergamo. Nel 1940 espone alla Biennale di Venezia con Montanarini e Tamburi.


Lo scoppio della guerra fa trasferire Afro a Venezia dove insegna all’Accademia di Belle Arti e conosce Santomaso, Turcato, Vedova.
Nel 1945, dopo una breve fase espressionista, caratterizzata da colori densi e pastosi, Afro approda a una sintesi lineare e coloristica, collegata al vecchio interesse per il cubismo e che rappresentera’ il suo punto di svolta. Anche se nei suoi quadri, pur rasentando l’astrazione, continuano a comparire figure totemico-primitive. Infatti sono questi gli anni dell’acceso dibattito tra astrazione e realismo. La pittura per Afro non ha un valore ideologico e non deve interessarsi di temi politico-sociali, ma solo della ricerca espressiva dell’artista. Ricerca espressiva che si manifesta attraverso l’armonia compositiva tra forme e colori. Il dibattito continua fino a quando, nel 1948, dopo la Quadriennale di Roma, Afro partecipa alla ‘storica’ mostra d’arte contemporanea di Palazzo Re Enzo a Bologna. Discussa rassegna che si attirera’ persino le critiche di Palmiro Togliatti.
Nel 1949 dopo aver esposto alla mostra ‘XXth Century Italian Art’ a New York trascorre qualche mese in America. Qui entra nella ‘scuderia’ della gallerista newyorchese Catherine Viviano e frequenta protagonisti dell’Action Painting (che esplode proprio in quegli anni), in particolare De Kooning e Kline.
A questa esperienza seguira’ un gesto piu’ libero e dinamico che tendera’ a sfaldare su tutta la tela le sue figure totemiche.
Negli anni ‘50 la luce e il colore diventano i protagonisti assoluti delle sue opere. In questo periodo Afro si lega al Gruppo degli Otto, patrocinato da Lionello Venturi, in cui confluiscono molti artisti del Fronte Nuovo delle Arti (Birolli, Morlotti, Turcato, Santomaso, Vedova).


Nel 1957 torna in America per lavorare come ‘artist in residence’ presso il Mills College di Oackland. Qui realizza gli studi preparatori per ‘Il Giardino della Speranza’, destinato alla sede centrale dell’Unesco di Parigi.
Gli anni seguenti saranno caratterizzati dalle grandi mostre e dei riconoscimenti internazionali.


Negli anni ‘70 c’e’ una nuova svolta. Afro si dedica soprattutto alla grafica e agli arazzi. Ma in questi, le forme e i colori diventano nitidi, e la stesura del colore si appiattisce a tal punto da mostrare consonanze con quella di Burri.
Due anni dopo la sua morte, avvenuta a Zurigo nel 1976, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una grande retrospettiva che sara’ seguita da un’altra solo nel 1992 al Palazzo Reale di Milano.
La mostra di Palazzo Venezia ripercorre l’itinerario artistico di Afro, partendo dalle opere del dopoguerra, caratterizzate da una forte influenza cubista, fino a quelle degli anni ‘50, vera e propria esplosione di colore. Peccato che poco spazio venga dato alle opere di formazione dell’artista, cosi’ importanti per capire la sua evoluzione.
Comunque questa mostra e’ molto importante perche’ ci rivela come siano futili e spesso inutili gli scandali e le polemiche nella prospettiva della storia. La pittura di Afro ci appare ‘classica’ come quella di tanti maestri del Novecento che fecero sorridere i propri contemporanei. Classica e persino bella, come belle sono certe pitture venete dei secoli passati che tanto influenzarono Afro, un maestro dell’avanguardia storica.


Sandro Barbagallo

Palazzo Venezia
ROMA , Via del Plebiscito 118
Fino al 22 giugno 2003