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Nove, Via della Vetrina. È questo l’indirizzo e il nome della galleria romana dove si possono vedere le opere di Steven Meek. Un artista che si rifà allo storico iperrealismo americano contaminato dall’uso che fa della geometrizzazione dello spazio visivo.
Nel realizzare le sue opere, sempre ispirate da immagini documentaristiche attuali o del recente passato, Steven Meek parte da uno scatto fotografico che con una tecnica smaliziata riporta con colori ad olio sulla tela. Per meglio ottenere l’effetto desiderato l’artista si avvale della quadrettatura (un’antica tecnica rinascimentale usata per riportare su grandi superfici i bozzetti) che diventa il tratto distintivo della sua pittura.
Sì, perché è proprio attraverso questa griglia geometrica che Steven Meek allontana il piano visivo riuscendo a dare un effetto di maggiore profondità alle scene rappresentate. Al tempo stesso imprigionando la realtà in una sorta di gabbia l’artista crea una serie di metafore, rimandi, suggestioni letterarie oltre che visive.
Basta un semplice sguardo alle opere di Meek per riconoscerne lo spirito innovativo. Uno spirito che, oltre ad averlo allontanano dalla maniera, gli ha fatto trovare uno stile personale.
Texano di nascita, Steven Meek si è trasferito a Roma dieci anni fa dopo il master in pittura alla Yale University.
Sandro Barbagallo
9, Via della Vetrina – Contemporanea
Roma
Fino al 25 maggio 2004
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