a cura di Sandro Barbagallo
   
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Sandro Barbagallo

Nato a Catania nel marzo 1973, si e' laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Universita' di Siena.
E' diplomato alla Scuola Vaticana di Archivistica ed e' esperto di Iconografia ed Iconologia oltre che di Storia del Gusto e dell'Arredamento.
Ha collaborato con il Comune di Roma e di Siena per l'organizzazione di manifestazioni di arte contemporanea e cura l'organizzazione e la realizzazione di mostre e cataloghi per gallerie private su tutto il territorio nazionale.
Attualmente sta scrivendo un libro di interviste agli artisti che ha incontrato, quali ultimi testimoni del Novecento.


per contatti, chiarimenti, suggerimenti scrivi ad sceltopervoi@artemania.it
 
 
Livorno 29 Gennaio 2004


Moravia e Roma

 
 

Moravia e Roma è un binomio singolare e questa mostra all’insegna della nostalgia non fa che dimostrarlo. L’amore di Moravia per Roma è stato lungo e difficile, fatto di pietas e di polemica, di simpatia e di conflittualità. L’amore di un romano per la sua gente, ma anche di un intellettuale che vede al di là delle cose giudicando se stesso e gli altri. Questa mostra è un modo per capire meglio non solo Moravia come scrittore internazionale ma, in qualche modo, anche la città. ‘Moravia si dà al lusso e allo spreco / tra gli specchi del vecchio Caffè Greco.’ Così canzonava lo scrittore già celebre una strofetta degli anni trenta. In realtà all’epoca gli intellettuali si incontravano al Caffè Aragno, ma Moravia lo evitava perché, come scrisse piu’ tardi, sapeva che era frequentato anche da spie fasciste pronte ad ascoltare e denunziare per ritirare tre lire e cinquanta ad ogni delazione.

Non c’è racconto o romanzo in cui Alberto Pincherle Moravia non abbia narrato uno dei tanti aspetti della sua amata-odiata città. Una volta la definisce con un aspetto ‘lutulento, addormentato, non provinciale, ma neppure di città moderna’. Un’altra, quando parla della cultura della borghesia, sottolinea come essa si concentri sul gusto vecchio per la notiziola erudita, un gusto da lui definito da rigattieri o da cardinali latinisti…
Com’è noto, Moravia è nato nel 1907 nei pressi di via Paisiello. Durante la sua infanzia, nei dintorni della sua casa c’erano ancora campi di grano, orti e cascinali dei contadini, tanto da dargli la convinzione che la Roma di Stendhal fosse ancora viva. Il ricco catalogo che accompagna la mostra è uno strumento prezioso di ricognizione sia nel pubblico che nel privato dello scrittore. Interviste, lettere, riflessioni fulminanti, foto commoventi di come erano i ‘felici pochi’ che riuscirono ad attraversare indenni l’ottusità provinciale dell’epoca fascista. Emerge fra tutti la partecipazione del popolo romano condita di scetticismo e indifferenza, fatalismo e scanzonato sentimento di eternità. La vita di Roma ne viene fuori nella sua complessa irrealtà che, un lustro dopo l’altro, sopravvive a guerre e occupazioni come una scena magnifica su cui si puo’ recitare la tragedia e la commedia, la farsa e il dramma. La mostra ricostruisce minuziosamente il rapporto dello scrittore con la città non solo attraverso le immagini e i quadri degli amici pittori, ma anche attraverso le riflessioni emerse nelle interviste rilasciate, come un diario immaginario, in epoche diverse della sua vita.

Restano indimenticabili alcune definizioni: ‘L’insolenza, quest’attributo inseparabile dal lusso. La stupidità, ovvero la melensaggine serena di un’attitudine edonistica.” Infine, riferendosi a Via Veneto: ‘La piacevolezza ottenuta con l’adunare solo cose comode, vaghe, nuove, superflue, preziose, insomma in una sola parola: il lusso!’ Ma altri sono i documenti che colpiscono di questa mostra. La copertina originale de ‘Gli Indifferenti’ del 1929 o il documento della Divisione Polizia Politica del 1934, relativo ai controlli cui era sottoposto sia Alberto Moravia che la sua famiglia. Quella foto a Capri negli anni quaranta in cui tre quarti della cultura italiana viene sorpresa da un sole accecante e c’è Elsa Morante con Vittorio Gorresio, Curzio Malaparte con Palma Bucarelli, Guido Piovene e naturalmente Alberto Moravia. Insomma, una mostra in cui c’è molto da scoprire e molto da ricordare, tra cinema e letteratura, poesia e pittura, passato e presente.

Come ha scritto Dacia Maraini, a lungo compagna dello scrittore: ‘La prima manifestazione con cui il Comune di Roma rende omaggio ad Alberto Moravia, non poteva avere che Roma come tema. Una città legata alla vita e agli affetti del grande scrittore’.


Sandro Barbagallo

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1b
tel. 065816563
Fino al 22 febbraio 2004