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Un grande evento espositivo nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala di Siena, conferma, se ce ne fosse bisogno, l’immagine di questa città come di protagonista prestigiosa della cultura contemporanea.
Siena e Roma sono legate da singolari rimandi, persino il simbolo della lupa con i due gemelli è loro comune, oltre a un continuo scambio di esperienze che attraversano i secoli.
Scopo di questa mostra è ricostruire questo intreccio di relazioni e influenze reciproche. Attraverso un allestimento spettacolare, progettato dall’architetto Andrea Milani, si riesce a conoscere e valorizzare centosettanta capolavori prestati dai più importanti musei del mondo. Col suo particolarissimo allestimento l’architetto riesce ad arricchire di accenti poetici il rigore narrativo del suo percorso. Per la prima volta sono allestiti alcuni spazi di Palazzo Squarcialupi che, fino ad oggi, non erano mai stati usati. Il visitatore si sentirà così condotto per mano attraverso le otto sezioni della mostra che sono alla base del complesso progetto scientifico messo a punto da Claudio Strinati (sovrintendente per il polo museale romano) e Bruno Santi (soprintendente per il patrimonio storico-artistico di Firenze, Pistoia e Prato).
Raffaello, Caravaggio, un inedito di Donatello e poi Ambrogio Lorenzetti, Iacopo della Quercia, sono alcuni dei nomi che firmano le centosettanta opere, tra dipinti, stampe e sculture provenienti da tutto il mondo.
Bisogna dire che questa mostra, al di là dei suoi lodevoli propositi (ricostruire i rapporti culturali tra le due città) offrirà il modo di ammirare un’eccezionale scelta di opere. Straordinaria, per esempio, la raccolta di una serie di disegni che Raffaello realizzò come bozzetti preparatori per gli affreschi della Loggia di Psiche alla Villa Farnesina. Opera, questa, che gli era stata commissionata dal banchiere senese Agostino Chigi, suo mecenate.
Sar? anche líoccasione per rivedere le celeberrime opere di Caravaggio, ìLa buona venturaî, ìIl narcisoî e ìLa musicaî proveniente dal Metropolitan Museum di New York.
A proposito della “Musica”, quest’opera è attesa a Siena fin dal 1613, quando Agostino Chigi, allora rettore del Santa Maria della Scala, non riuscendo ad avere l’originale se ne fece fare una copia. Per la prima volta a Siena, inoltre, verrà esposta al pubblico una “Madonna” recentemente attribuita a Donatello, eseguita per il Sepolcro di Santa Caterina in Santa Maria Sopra Minerva a Roma.
Ma l’evento senese offrirà molto di più perché, partendo dalla fondazione romana di Siena e percorrendo la medievale via Francigena, sarà possibile viaggiare nel tempo alla scoperta di personaggi illustri e artisti innovativi.
Conclude la mostra un episodio settecentesco: la figura di Ludovico Sergardi, membro dell’Arcadia con il nome di Quinto Settano, medico senese, scrittore, che assunse particolare rilievo a Roma, dove diresse la Fabbrica di San Pietro. Tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento Sergardi studiò modifiche per piazza San Pietro, realizzando alcune opere urbanistiche che ancora oggi possiamo ammirare.
Sandro Barbagallo
Santa Maria della Scala
Info tel. 0577 224811 - 224835
Fino al 5 marzo 2006
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