|
Roma (RM), Museo Hendrik C. Andersen
Fino al 12-01-2003
Una mostra unica e rara quella che si potra
visitare fino al 12 gennaio 2003 presso le sale del Museo
Hendrik C. Andersen di Roma. Unica perche Vedder appartiene
a quella schiera di artisti conosciuti in Italia solo da un
ristretto numero di addetti ai lavori e di collezionisti.
Rara perche, nonostante Vedder sia vissuto in Italia
gran parte della sua vita, tanto da esser sepolto nel cimitero
acattolico di Porta San Paolo a Roma, e il suo nome sia legato
allisola di Capri dove creo una delle ville più
importanti e celebri dellisola, Villa Quattro Venti,
rimane misconosciuto ai piu.
Gia nel 1972 Mario Praz ne scrisse come di un
pittore dimenticato... ma, nonostante il tentativo di
questo esegeta dellarte, pochi dopo, sono stati quelli
che se ne sono occupati attivamente.
Ci ha pensato Gabriele Borghini, curatore della mostra insieme
a Regina Soria e Elena di Majo, a farlo riscoprire ancora
una volta con una rassegna che ci propone oltre sessanta opere
di Vedder e dei suoi amici. Opere mai viste in Italia che
si presentano a costituire una sorta di Grand Tour italiano
di fine Ottocento.
Provenendo da un mondo nuovo e sempre proiettato verso il
futuro, Vedder (New York, 1836 Roma, 1923) arrivo
in Italia nel 1857 assetato di antichita e di mitologia.
Pittore simbolista, paesaggista, illustratore, decoratore,
Elihu Vedder fece proprie e rielaboro sia le forme della
tradizione quattro-cinquecentesca che quelle dei Macchialioli.
Ne risulta che la sua opera e caratterizzata da unatmosfera
tanto solare, quanto in certi casi metafisica. Un artista
visionario e stato infatti definito da Regina
Soria, massima studiosa dellartista.
Visioni di paesaggi toscani, umbri, romani...
ci riportano alla mente le vie del Grand Tour e ci rivelano
in modo poetico tutto il suo amore per un mondo tanto diverso
dal suo. Poesia che si esprime, per esempio, in opere simboliste
come Ragazza con ventaglio di penne di pavone
dove Vedder rivela al meglio le qualita pittoriche di
un gusto smaliziato e raffinato.
Pittore dunque di sofisticata sapienza coloristica che merita
il riconoscimento che i curatori della rassegna desiderano
dargli. Anzi, come e stato scritto a suo tempo, la
sua mostra postuma è una rivendicazione e una rivelazione

Sandro Barbagallo
|