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I 150 anni di attività dei fratelli Alinari, pionieri
della fotografia, vengono festeggiati a Firenze con una grande
mostra a Palazzo Strozzi, curata da Arturo Carlo Quintavalle
e da Monica Maffioli.
Per questa importante celebrazione vengono presentate una
selezione di oltre 600 fotografie che ripercorrono, cronologicamente
e per tematiche (in un itinerario avvincente, scenograficamente
ideato dal regista Giuseppe Tornatore) la nascita, levoluzione
ed il primato di un atelier fotografico che oggi, attraverso
un patrimonio 3.500.000 fotografie, rappresenta la memoria
fotografica del mondo.
Correva infatti lanno 1852 quando Leopoldo Alinari apri
a Firenze un piccolo studio fotografico per la riproduzione
di opere darte, molto richieste dai turisti. Lattivita
si dimostro da subito molto redditizia e Leopoldo decise
di chiamare con se anche i fratelli Giuseppe e Romualdo.
Tra i piu importanti clienti vi erano infatti il duca
di Luynes, per il quale riprodussero gli affreschi di Santa
Croce e del soffitto della Cappella Sistina, nonche
il principe Alberto dInghilterra, che ordino le
foto dei disegni della Galleria degli Uffizi.
A Giuseppe e Romualdo, che nel 1889 avevano fondato la Societa
Fotografica Italiana, subentro Vittorio (amante della
storia dellarte ed amico di artisti come Fattori, Lega
e Signorini) che incremento lattivita editoriale.

Negli studi di posa degli Alinari sono passati tutti i personaggi
dellItalia risorgimentale ed umbertina: dalla famiglia
reale a Garibaldi, da Mazzini a Carducci, da Fattori a Vieusseux.
Ma alla lista dei personaggi si aggiungono le riproduzione
di migliaia di opere darte, il paesaggio agricolo ed
urbano, nonche una ricca documentazione sulla condizione
sociale italiana.
La rassegna presenta (attraverso volti, strade, monumenti,
costumi, ambienti, paesaggi) non solo la storia di unazienda
che ha divulgato larte italiana nel mondo, ma anche
la storia iconografica di una nazione. Oggi, infatti, noi
possiamo vederla attraverso locchio appassionato di
questi fotografi che hanno creato un patrimonio indelebile
della nostra memoria collettiva.

Il percorso espositivo di questa mostra-omaggio segue i fratelli
Alinari fin dai loro primi passi nella Firenze granducale
e ne illustra il percorso culturale e lispirazione.
Vengono stabiliti raffronti ed analizzati i rapporti con la
Francia sul dibattito dellimportanza della fotografia
esploso in quegli anni. Non a casp Baudelaire indico
il limite della fotografia nel non poter essere arte, ma solo
riproduzione del reale. Inoltre si documentano le scelte che
in pochi anni finirono per distinguere latelier degli
Alinari da tutti gli altri. Gli Alinari infatti abbandonarono
la tradizione settecentesca delle vedutismo, dominante nelle
foto del tempo, in favore di immagini centrate e in asse dei
singoli monumenti, memore di quella tradizione rinascimentale
su cui il gusto degli Alinari stava fondando la
coscienza nazionale di unItalia da poco unita. E
il loro contributo, niente affatto secondario, allItalia
risorgimentale.
Completano il percorso espositivo le grandi macchine fotografiche
depoca, le attrezzature tecniche per la mitica
sala di posa, le grandi lastre di vetro cm 108 per cm 87 che
permettevano una resa dello spazio in termini rigorosi.
Una mostra tutta da vedere, corredata da due grandi volumi:
uno di Carlo Arturo Quintavalle sugli Alinari e la fotografia
del tempo e un altro con i contributi dei maggiori studiosi
di fotografia e di storici.
Sandro Barbagallo
Fratelli Alinari
Palazzo Strozzi, Firenze
Fino al 2 giugno 2003
Informazioni tel. 055-2645155
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