Il titolo evocativo ed affascinante di questa mostra, lascia supporre scenari e realtà molto particolari. Che c’entra infatti Cézanne con Firenze, la Firenze della fine dell’800, ma ancor di più la Firenze culla della cultura umanistico-rinascimentale, la Firenze che spesso in modo un po’ sommario consideriamo solo la patria di uno spirito culturale legato ad un certo ambito, ad un certo periodo storico. E invece questa mostra vuol proprio mettere in rilievo come Firenze sia sempre stata centro propulsore di novità e di ispirazione, non solo per gli artisti a cui ha dato i natali, ma anche per i mecenati che qui hanno vissuto.
Proprio Cézanne infatti, isolato e poco amato genio artistico francese venne fatto conoscere a Firenze da 2 giovani collezionisti americani, Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser, che vennero in contatto quasi contemporaneamente con le opere di Cézanne e decisero di comprarne quante più potevano per portarle poi nelle loro case fiorentine. Qui, a Firenze, gli artisti italiani contemporanei poterono vederle, ammirarle e ad esse anche ispirarsi. Ma le due collezioni comprensive circa di 50 opere, col passare degli anni e le vicissitudini dell’epoca vennero smembrate e disperse; si ricompongono oggi, almeno in parte, per merito di questa mostra.
Il valore della mostra in primo luogo sta infatti nell’essere riusciti a ricostituire almeno in parte il corpus delle 2 collezioni: la Fabbri e la Loeser, e nell’aver riunito per la prima volta, le opere più notevoli delle 2 raccolte, che prima di essere disperse negli anni tra le due guerre mondiali, furono tra le più importanti al mondo. In netta controtendenza rispetto allo spirito estetico del tempo, e con grande meraviglia dello stesso artista, Fabbri arrivò infatti a possedere 32 dipinti, Loeser 15. Collezioni che diffusero líapprezzamento per C?zanne tra la comunit? internazionale e che provocarono nellíambiente artistico di Firenze una svolta verso le poetiche dellíavanguardia.
Questa esposizione offre inoltre una doppia opportunit?: da un lato líoccasione unica di ammirare, per una volta affiancati , capolavori oggi dispersi ai quattro angoli del globo; dall’altro il piacere di riscoprire una Firenze veramente europea e cosmopolita, immersa in un contesto intellettuale altamente raffinato, di cui furono protagonisti personalità straordinarie come Bernard Berenson, Veron Lee, Edith Wharton, e tantissimi altri studiosi, artisti, scrittori, collezionisti, attratti dall’amore per la cultura e l’arte classica.
Questo spirito cosmopolita, che anche se un po’ sopito, si respira ancora a Firenze, gli organizzatori e i promotori della mostra si auspicano possa rinvigorirsi e ritrovarsi proprio grazie a questo evento. Sono infatti ben 20 i capolavori di Cézanne esposti, tra cui la Signora Cézanne sulla poltrona rossa, Frutteto, Le Bagnanti, e introno ad essi tutti gli altri dipinti di Pissarro, Van Gogh, Matisse, Sargent, Denis, Cassat, artisti europei e americani con i quali soprattutto Fabbri era in contatto. Importanti riferimenti anche la presenza di contemporanei italiani: Fattori, Gordigiani, Soffici, Andreotti, Rosso, Ghiglia fino a Rosai, ecc.
Valeria Ceccanti
Palazzo Strozzi
Firenze
2 Marzo, 29 Luglio 2007
www.cezanneafirenze.it