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Due Comuni per un’artista. La Weller si fa in due. Parola di Weller. Con questi titoli i giornali hanno commentato l’impegnata e impegnativa presenza della pittura di Simona Weller in Liguria.
Le due mostre, sponsorizzate dall’American Express e patrocinate dai comuni di Finale e Calice Ligure, dalla Regione Liguria, la Provincia di Savona e dall’APT, tracciano l’itinerario dell’artista a partire dagli anni ’70. Epoca in cui essa aveva uno studio estivo a Finalborgo. Per un gioco del destino, infatti, molte opere nate in quel luogo e oggi uscite da collezioni private, sono tornate nel posto in cui sono nate.
Gli spazi che ospitano il nuovo ciclo di opere su tela, in cui l’artista rivisita la scrittura-pittura (anche se con una maturità e una profondità diverse dagli anni ’70) sono molto singolari. Nulla hanno in comune con il museo tradizionale, se non il nome. Nei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo le grandi tele giocano in modo quasi magico con le luci e le ombre del chiostro e il ritmo del colonnato, creando le giuste pause e distanze per l’occhio. Tanto che la tecnica divisionista (con cui questi quadri sono costruiti) arriva alla comprensione stupita di un pubblico non avvezzo a guardare l’arte contemporanea. “Però, sono belli anche da lontano” è il commento più comune.
Il fatto di riuscire a comunicare con un pubblico più vasto di quello abituale di addetti ai lavori, è uno dei pregi di questa rassegna che ha, nella Casa del Console a Calice Ligure la sua degna conclusione. Nella vecchia villa fascinosa, destinata a museo della Scuola di Calice, il visitatore troverà progetti, tempere, acquerelli su carta, nonché un’intrigante biografia per immagini che riesce a raccontare in modo lieve la vita intensa, ma spesso drammatica, di questa nostra artista.
L’importanza della mostra di Simona Weller nasce dal fatto che è stata, forse, l’unica artista donna della sua generazione ad aver partecipato del fervore e del clima che vide, tra il Sessanta e l’Ottanta, l’entroterra di Finale Ligure teatro di intensi fermenti e scambi culturali. Intorno al pittore Emilio Scanavino, genius loci di Calice, arrivarono nomi già internazionali (Wharol, Beuys, Opalka, Ben Vautrier) oltre ai nostri Reggiani, Nangeroni, Capogrossi. Per non parlare di quelli che erano giovani in quegli anni e si chiamavano Aldo Mondino, Gianni Dova, Ugo Nespolo, Renato Mambor, Nanda Vigo, per citare solo alcuni dei centoventi nomi che trovarono in Liguria il proprio fertile humus. Né va dimenticato Cesare Vivaldi, poeta e critico d’arte di origine ligure, che fu il “vate tutelare” di molti artisti oggi famosissimi, compresa la Weller.
Le due mostre sono corredate da una splendida monografia da me curata edita dall’Archivio Weller (pag. 354 - 150 ill. a colori, 200 in b/n – 60euro).
Sandro Barbagallo
Chiostri di Santa Caterina - Finalborgo
Casa del Console – Calice Ligure
Orari: 10-12, 14-19
Da martedì a domenica. Chiuso il lunedì.
Fino al 28 settembre 2005
Informazioni: 3407908798 - 3295403789
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