a cura di Antonio Bertelli
|
|
|
artelex
- tutela del patrimonio artistico e storico
|
|
| |
|
Art. 38 del D.Lgs 17 agosto 2005 n. 189
L’art. 38 del D.Lgs 17 agosto 2005, n. 189, ha ridotto a trenta giorni il termine per l’attivazione, da parte del Soprintendente, della sottoposizione di opere pubbliche alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico. Limitazioni anche alla richiesta di approfondimenti istruttori, che è ammessa per una sola volta.
La riforma della legge 241/1990, legge in materia di procedimento amministrativo, ha reso sostanzialmente superabili le espressioni di dissenso espresse dalle autorità poste alle tutela del patrimonio storico artistico in seno alla conferenza di sevizi. Infatti, ai sensi dell’art. 14 quater, il dissenso di un’autorità preposta alla tutela del patrimonio storico artistico, espressa in seno alla conferenza di servizi, è superabile previa rimessione del contrasto al consiglio dei ministri o ad organi di vertice di rappresentanza mista ove vi sia il coinvolgimento di interessi nazionali, regionali, locali. Si vulnera in tal modo il presidio a favore del patrimonio storico artistico del nostro Paese, che diviene così recessivo a favore di interessi politici generali.
Sentenza della Corte Costituzionale n. 372/2004
La sentenza della Corte Costituzionale n. 372/2004 ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in merito all’art. 4 dello statuto della Regione Toscana che individua tra le finalità prioritarie della regione la “tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico”. In particolare il Presidente del Consiglio sosteneva l’illegittimità di tale norma in quanto la competenza legislativa in materia di tutela dei beni culturali è esclusivamente riservata al Parlamento nazionale dall’art. 117 della Costituzione. La Corte Costituzionale ritiene invece che gli statuti regionali possano avere legittimamente un contenuto eventuale con riguardo a tutte le questioni ritenute di interesse per la comunità regionale anche se queste ricadono su materie ove la regione non ha competenza legislativa. Tuttavia le enunciazioni di tal genere hanno per la Corte un significato politico ma non anche un’efficacia giuridica. Si ricorda che in un’altra sentenza, la 9/2004, la Corte Costituzionale valorizza il dettato di cui al terzo comma dell'art. 118, ove è prescritto che la legge statale disciplini forme di intesa e coordinamento tra Stato e Regioni nella materia della tutela dei beni culturali.
Con Decreto del Ministero per i beni e le attività culturali 25 gennaio 2005, (G.U. n. 28 del 4 febbraio 2005) sono stati approvati i criteri e le modalita' per la verifica dell'interesse culturale dei beni immobili di proprieta' delle persone giuridiche private senza fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. La norma si rende necessaria perchè la mancata verifica dell’interesse culturale consente, con la nuova normativa dettata dal codice dei beni culturali, l’alienabilità del bene.
Sentenza 360/00 6 giugno 2002
La Corte di
Giustizia delle Comunità Europee ha emanato una
importante sentenza in materia di diritti d'autore. La sentenza
360/00 6
giugno 2002 stabilisce che sia vietata ogni discriminazione
in base alla
nazionalità circa la protezione del diritto di autore:
se uno Stato membro
ha una legislazione che tutela il diritto d'autore per 70
anni, questa
normativa è applicabile all'interno dello Stato automaticamente,
per tutti i
cittadini comunitari; inoltre la norma è applicabile
anche alle opere di un
autore europeo già deceduto al momento dell'entrata
in vigore del trattato
C.E.E.
D.M. 19 luglio 2002,
pubblicato su G.U. n.183, suppl.ordinario n.163
Con D.M. 19 luglio 2002, pubblicato su
G.U. n.183, suppl.ordinario n.163, sono stati individuati
mediante dati catastali i beni immobili di proprieta
dello Stato, appartenenti al patrimonio disponibile e indisponibile
. Tra loro figurano anche numerosi beni culturali. Poiche
il D.M. in parola e predisposto ai sensi della legge
23 gennaio 2001, n.410 che reca disposizioni in materia di
privatizzazione del patrimonio immobiliare, e auspicabile
che a questa ricognizione degli immobili dello Stato segua
la dichiarazione dinteresse, con apposizione del vincolo
per i beni culturali, e cio preventivamente alleventuale
trasferimento dalla proprieta pubblica a favore della
Patrimonio spa (societa di diritto privato
costituita ad hoc per dimettere il patrimonio immobiliare
pubblico). Ove questo non accadesse i beni trasferiti sarebbero
automaticamente da considerarsi beni disponibili, soggetti
alla normativa di diritto comune, con tutte le ovvie conseguenze
circa il loro regime e la loro disponibilita. Per ciò
che attiene lalienabilita dei beni di interesse
storico e artistico, oltre agli artt. 822 e ss. del codice
civile vedi anche il D.Lgs 29 ottobre 1999, n.490 e il D.P.R.
7 settembre 2000, n.283
|
|
|
| |
|
|
|
|
Tutto il materiale in questo sito è copyright
1995-2002 Rigel Engineering Srl
marchi registrati e depositati in Italia
E' vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i marchi citati sono
copyright dei rispettivi proprietari.
|
|