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ROMA APRE IL MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA:'Tony Oursler' , 'Alessandra Tesi','Shizuka Yokomizo', 'Protagonisti', 'Ipotesi di collezione'

ROMA (RM), MACRO, MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA,
dal 12-10-2002 al 12-01-2003
Il Museo Comunale di Roma, fino a poco tempo fa sotto la direzione della Bonasegale, aveva due sedi: una in via Crispi e l’altra in via Nizza negli stabilimenti dell’ex birra Peroni. Attualmente, con il progetto presentato alla Biennale d’Architettura di Venezia, non solo il Museo verra’ ampliato, ma si trasformera’ in MACRO...

 
   
     
   
 
 
   


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LIVORNO, LA VENEZIA SOTTERRANEA
e IL SISTEMA DEI FOSSI: PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’?

 
 

Intervista alla dr.ssa Martina Mori Ubaldini e all’architetto Marco Giraldi

Avete recentemente proposto di presentare domanda all’Unesco per l’inserimento del sistema dei fossi e delle cantine di Livorno nella lista del “patrimonio mondiale dell’umanità”……
La nostra convinzione dell’opportunita’ che questa domanda sia presentata, scaturisce dalla presa di coscienza, cresciuta nei diversi anni del nostro studio sull’argomento, della particolare realta’ storica, architettonica, urbanistica del luogo.
Il sistema dei fossi e delle cantine ha il suo cuore nel ‘quartiere Venezia’, che costituisce la parte piu’ importante del centro storico di Livorno; questo quartiere si qualifica non tanto per il pregio di alcune singole costruzioni, quanto per la complessiva struttura urbanistica, che presenta peculiari valori spaziali ed ambientali.
Con particolare attenzione abbiamo studiato quella parte del sistema dei fossi che si riferisce all’ ‘accrescimento della Fortezza Nuova demolita’ (l’accrescimento costituisce la parte della ‘Venezia’ realizzata nei primi venti anni del 1700) indagando quelle sue particolari componenti che fortemente la segnano e caratterizzano: le cantine, che si affacciano a livello dell’acqua direttamente sul fosso e sugli scalandroni.
Per queste antiche strutture, un tempo utilizzate come spazi per il deposito delle merci, e’ venuta progressivamente a cadere la funzione originaria; cio’ ha prodotto, insieme al generale stato di abbandono (ed in qualche caso di introduzione di funzioni improprie), un forte avanzamento dello stato di degrado.
Questa situazione, unitamente al fatto che questa particolare tipologia urbana, incentrata sulla presenza di un quartiere urbano integrato da un sistema di fossi di cosi’ elevato valore storico, architettonico ed urbanistico, non abbia riscontro in altre citta’ italiane (con l’eccezione della citta’ di Venezia), rende opportuno richiedere il riconoscimento da parte dello Stato del ‘sistema dei fossi e delle cantine di Livorno’ quale patrimonio storico che assume valore universale.


Per poter essere considerato di "valore universale eccezionale" un monumento, un complesso, od un sito, deve rispondere ad uno dei criteri stabiliti dal regolamento normativo; pensiamo che il sistema dei fossi ed il ‘quartiere Venezia’ rispondano alle caratteristiche elencate nei criteri che hanno portato alla definizione degli ‘Orientamenti applicativi’.
Il Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, istituzionalmente incaricato della tutela del patrimonio ambientale, artistico e storico, svolge la funzione di coordinamento delle istanze italiane da inoltrare per l’iscrizione nella ‘Lista del patrimonio mondiale’, redatta dall’UNESCO; l’inserimento in tale lista rappresenta il riconoscimento del valore universale del bene, e contemporaneamente impone la responsabilita’ della sua conservazione, da parte di chi lo detiene, nei confronti dell’umanità intera.
L’inserimento della ‘Venezia’ e del ‘sistema dei fossi’ nella lista del patrimonio mondiale promossa dall’UNESCO, stimolerebbe percio’ una maggiore attenzione alle complesse problematiche che investono questa parte della citta’; il contestuale coinvolgimento di una pluralita’ di soggetti e la tessitura di una rete culturale basata sulla coscienza del nostro passato e sul rispetto della memoria storica, facilitera’ la realizzazione di proposte su cui sono state ormai verificate significative possibilita’ di sviluppo.
In che cosa consisteva lo studio da voi presentato al pubblico questa estate durante la manifestazione ‘Effetto Venezia 2002’?
Lo studio presentato durante la manifestazione ‘Effetto Venezia 2002’ e’ stato rivolto prioritariamente all’indagine ed alla organizzazione di un rilievo geometrico e descrittivo-critico, integrato da ricerche storico-documentarie e da approfondimenti circa le cause del degrado; riteniamo infatti che tutto cio’ sia preliminare ad ogni proposta di restauro urbano ed architettonico e ad ogni intervento teso a rimuovere il pessimo stato di conservazione in cui si trovano ancora oggi sia le cantine che i fossi.
Esso tendeva appunto ad accrescere la conoscenza e la coscienza dei valori del nostro passato (premessa indispensabile ad un corretto processo di rivalutazione del ‘sistema dei fossi’ e dell’intero ‘quartiere Venezia’) ed aveva anche lo scopo di valorizzare un circuito alternativo di turismo culturale ed ambientale.
Quali sono le cause per cui lo stato di degrado del ‘cuore’ di Livorno (la Venezia ) e’ cosi’ avanzato?
Le cause generali del degrado che sono state individuate possono essere suddivise in cause intrinseche e cause estrinseche.
Tra le cause intrinseche assume grande importanza quella derivante dalla particolarita’ del sito, a livello ed a contatto con l’acqua nonche’ in condizioni di scarsa ventilazione; in certi casi il degrado e’ da imputarsi anche alla destinazione d’uso, mentre non si riscontrano particolari stati di degrado dovuti a difetti di progettazione, alle tecnologie costruttive, ai materiali usati.
Le cause estrinseche, invece, legate alla storia ed alle vicende del quartiere, si suddividono in naturali ed antropiche. Tra quelle naturali la principale si individua nell’umidita’, presente sia per risalita capillare che a causa di infiltrazioni dovute a perdite di tubazioni, a mancata raccolta di acque piovane, a lesioni ed a zone di ristagno; non mancano comunque anche cause imputabili all’aggressione biologica, quali l’azione alterativa prodotta da microrganismi vegetali ed animali, dal guamo degli uccelli, da vetetali superiori (il cui effetto maggiormente dannoso e’ dovuto all’azione meccanica delle radici).
Le cause estrinseche antropiche si suddividono a loro volta in cause ad azione diretta e cause ad azione indiretta. Tra le prime si riscontrano quelle derivate dall’intervento umano, manifestatosi sia in modo attivo (trasformazioni e modifiche) sia in modo passivo (incuria ed abbandono), mentre tra le cause estrinseche antropiche ad azione indiretta troviamo gli effetti dell’inquinamento.
E’ stata così realizzata una completa schedatura di tutte le cantine esistenti nell’’accrescimento della Fortezza Nuova demolita’, di tutte le loro caratteristiche tipologiche, architettoniche, storiche e culturali. Le schede riportano inoltre, per ogni singola cantina, la normativa urbanistica vigente, l’esistenza di vincoli, il tipo di proprieta’ e le proposte di recupero.
L’indagine si e’ occupata anche dei ‘fronti sull’acqua’?
Si, particolare attenzione e’ stata dedicata allo studio dei fronti sull’acqua, per i quali e’ stato eseguito un accurato rilievo geometrico e descrittivo–critico, e’ stato documentato il grado di conservazione e sono state condotte ricerche storico-documentarie; si e’ cosi’ potuto riscontrare il netto legame che intercorre tra le sponde dei fossi e le cantine e constatare come non sia possibile affrontare un corretto recupero delle sponde dei fossi senza conoscere le sempre diverse situazioni strutturali, architettoniche, storiche delle relative cantine.
Si deve inoltre tener conto del fatto che cantine, fossi e palazzi della Venezia sono stati realizzati in base ad un progetto unitario ed in uno stretto arco di tempo: la nuova espansione dell’’accrescimento della Fortezza Nuova demolita’ ebbe inizio nel 1696 e si esauri’ in poco piu’ di venti anni, nel 1720 circa. Ci troviamo quindi in una realta’ storica-architettonica-urbanistica complessa, ricca di legami spaziali, temporali, culturali, storici, che rendono necessario prefigurare interventi di tutela e restauro finalizzati ad un recupero culturale e fisico capace di rispettare e ripresentare questa unicita’.


E’ quindi solo grazie alla completa lettura delle caratteristiche dell’intero sistema urbano nei suoi svariati elementi fisici e storici che ci e’ stato possibile formulare un progetto di restauro architettonico-urbanistico complesso, integrato da proposte di intervento sul singolo oggetto architettonico. Conseguentemente l’obiettivo posto e’ che questi studi e la concreta proposta di restauro derivatane possano contribuire a formare condizioni favorevoli per uno ‘sviluppo’ equilibrato e duraturo del ‘quartiere’ attraverso la corretta valorizzazione delle sue peculiari risorse architettoniche, culturali, ambientali e turistiche.

 


 






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