Nellestetica del giardino, la seconda
meta del XVIII secolo segna un capitolo di fondamentale
importanza nella comprensione evolutiva del paesaggio italiano.
La categoria formale del giardino alitaliana, che
per secoli rappresento lunico modello di progettazione
ambientale per ville e palazzi signorili, venne soppiantata, proprio
nel corso di questo secolo, dal piu attuale modello ainglese.
La nuova tipologia compositiva si era imposta in Inghilterra a
seguito di unaccesa querelle tra letterati, filosofi e architetti
paesaggisti (i famosi improvers) che, in antagonismo col modello
francese, consideravano la Natura come opera perfetta, artisticamente
compiuta, archetipo di bellezza assoluta e spontanea. Contemporaneamente,
lidilliaca visione della campagna romana ritratta nelle
tele di Claude Lorrain, che affascino e attrasse i protagonisti
del Grand Tour, diffuse la categoria estetica del Pittoresco
e con essa il modello di Landscape Garden.
Come aveva scritto Alexandre Pope: All gardening is landscape
painting, e fu proprio questa pittura di paesaggio ad avere
un ruolo di primo piano sulla nuova formulazione del concetto
di giardino, delineando gli spazi e gli ambiti della sua rappresentazione.
In Italia pero, il gusto per la maniera anglosassone
fu ostacolato dalla secolare tradizione del giardino allitaliana
che condiziono fortemente la nuova tipologia dando vita
spesso a ibridi in cui la progettazione paesistica si tradusse
in una mera sovrapposizione al modello formale.
Nella terra dei Lorena in particolare, e luscita della
Raccolta di Vedute e Prospettive del Real Giardino di Boboli,
pubblicata a Firenze nel 1783, su disegni di Giovan Battista Lottini,
Michele Loi, Pasquale Cioffi e Giovanni di Boillou che sancisce
la sostanziale svolta di gusto della committenza fiorentina verso
tematiche paesistiche piu attuali. Ladesione alla
nuova tipologia europea del giardino informale e sostenuta
infatti a Firenze da unaristocrazia colta e ambiziosa che
proprio nellarchitettura romantica del giardino paesistico
identifica il proprio status. Le grandi famiglie anche straniere
come i Demidoff, i Favard, i Lardarel, che soprattutto grazie
alla moderazione del governo lorenese si erano attivamente inserite
nelleconomia fiorentina, diventano, nei primi anni del XIX
secolo, le principali interpreti del nuovo gusto europeo. Il giardino-paesaggio
e visto da questa elite come il manifesto programmatico
della carica sociale rivestita e si tende, soprattutto attraverso
il ricorso alluso autorevole delle fonti antiche e dei motivi
allegorici, a dare unimmagine credibile e significativa
del nuovo potere raggiunto.

Se a Pisa la passione per la scienza orticola aveva contagiato
nobili ed aristocratici come il cavalier Schibis, nel cui giardino
della villa a Pugnano nascevano splendide varieta di susine,
o il signor Massei proprietario di una bella collezione di pesche
nel giardino della casa in via San Martino, anche a Livorno lattenzione
che aristocratici e uomini di cultura riservano sempre piu
spesso per i nuovi jardins dacclimatation, dimostra il generale
clima di entusiasmo floreale che per tutto lOttocento
rappresento una vera moda locale. Lambientazione a
cielo aperto delle numerose specie provenienti da
climi e ambienti geografici diversi fu infatti facilitata, nella
citta labronica, dallesistenza di una solida classe
mercantile che curo personalmente limmissione delle
nuove varieta. Enrichetta Rodocanacchi, per esempio, moglie
del ricco commerciante dalmata Francesco Mimbelli, si fece interprete
del nuovo gusto naturalistico, introducendo espressamente per
il proprio giardino di Villa Mimbelli grandi varieta di
piante di alto e basso fusto, alcune delle quali, come il Pino
australiano e le Canne del Tonchino, assai rare e ricercate. I
Rodocanacchi, una delle piu note famiglie della ricca borghesia
cittadina si posero come gli antesignani del moderno gusto paesistico
inserendo nello splendido parco allinglese della loro villa
di Monterotondo giganteschi esemplari di Cupressus macrocarpa
(alberi originari della California). A questi esempi e da
aggiungere anche linteressamento dei Lazzara verso specie
specificatamente floreali: nellattuale villa Maria, un tempo
con possedimenti assai piu estesi di quelli odierni, la
famiglia disponeva di ben quattro serre dislocate in vari punti
della tenuta dove si conservavano ben centodieci piante di chenzia
che rappresentarono per molti anni il vanto dei discendenti. Senza
contare le molteplici piante esotiche immesse nel parco di Villa
Fabbricotti nellultimo decennio dellOttocento, dallindustriale
carrarese Bernardo Fabbricotti o la bellissima serra che campeggiava
nella tenuta dei Maurogordato con tanto di passerella in ferro
battuto posta alla sommita della copertura della veranda,
dalla quale era possibile godere unimpareggiabile vista
dallalto delle specie floreali esotiche conservate.
Indubbiamente il forte contributo ad una spiccata diffusione del
genere paesistico lo si deve in Toscana come a Livorno alle recenti
scoperte scientifiche che alimentano una serie di iniziative di
ricerca e di studio alle quali non sara estranea neanche
la successiva propaganda granducale. Il proliferare sul territorio
labronico di parchi e giardini con matrice informale e infatti
connessa, in questo periodo, con lincidenza del nuovo sistema
culturale che favorisce lanalisi sperimentale e lindagine
naturalistica.

Il manoscritto del botanico Pietro Antonio Micheli, presentato
nel 1706 al granduca Cosimo III, aveva inaugurato il principio
indiscusso del riscontro concreto ed oggettivo del fenomeno naturale
sul territorio. Alla luce delle nuove scoperte nel campo della
botanica e della geologia, le tradizionali descrizioni dei resoconti
dei viaggi e delle esplorazioni dei naturalisti-viaggiatori
si arricchirono di interessanti indagini relative non solo alla
morfologia del luogo ma anche alle condizioni naturali e alle
attivita umane delle regioni analizzate. In questo contesto
lo studio flogistico e botanico acquisto una particolare
importanza nella definizione del nuovo gusto romantico del giardino.
LIndex plantarum quae juxta Liburniurbem nascuntur (1708)
del botanico Vallisnieri, si pose in questottica come lantesignano
della piu matura ricerca paesistica tardo settecentesca,
anticipando in un certo modo il piu approfondito metodo
scientifico delle Relazioni di alcuni viaggi fatti in diverse
parti della Toscana dal celebre Giovanni Targioni Tozzetti con
il quale lindagine naturalistica raggiunse, per ampiezza
dinteressi e acutezza di osservazioni, la sua massima espressione.
Anticipando i magazzini enciclopedici con intenti riformistici
del successivo periodo Leopoldino, anche la stampa locale prese
a trattare, con spirito di verità e di ricerca,
gli argomenti più vari e quelli tutti
diretti alla pubblica utilità
Con la specifica finalità di presentare al pubblico la
lettura di quelle cose utili e preziose che si pongono a
benefizio della società, il giornalismo letterario degli
anni Cinquanta si impegno nella diffusione di una cultura
marcatamente illuminista, nella quale lo studio delle fenomenologie
naturalistico-scientifiche giocò un ruolo non secondario
nella formulazione del nuovo concetto di giardino.
Ancor prima della famosa terza edizione dellEncyclopedie,
comparsa negli anni 1770-79 proprio a Livorno, il panorama cittadino
si mostrava quindi gia maturo per la diffusione di quei
caratteri del nuovo gusto di sensiblerie naturalistica e botanica.
Il successivo apporto enciclopedico, di fatto non realizzera
nessuna significativa innovazione nel campo della composizione
paesistica più di quanto in realta non fosse gia
stato istituito.
Marina Pieri Buti